1.7.2 La cartografia ufficiale italiana

ti si e; ne es a si nm aé a o ae e e s e e TRIGONOMETRIA, CARTOGRAFIA, TOPOGRAFIA L 195 Tale sistema è stato detto U niversal Transverse Mercator Projection e indicato con la sigla UTM (Fig. 3.22); per le calotte polari, fino a 680° di latitudine, è integrato dalla proiezione stereografica polare, indicata con la sigla UPS. Nel sistema UTM la Terra è suddivisa in 60 fusi di 6° di longitudine ciascuno, numerati da 01 a 60 procedendo da ovest verso est; il n° 01 è quello compreso fra 180° e 174° ovest di Greenwich; il n° 31 fra 0° e 6° est. Ogni fuso è suddiviso in 20 zone di 8° di latitudine ciascuna, individuate da lettere maiuscole. Ciascuna zona è suddivisa in quadrati di 100 km di lato, ognuno individuato da una coppia di lettere maiuscole. Un punto viene allora identificato facendo seguire al numero del fuso la lettera della zona, la coppia di lettere di quadrato e infine le coordinate piane del punto. La prima cifra di queste è sufficiente FIG. 3.22 Rappresentazione del sistema UTM per l area italiana. che sia quella delle decine di km (le centinaia sono già individuate dal quadrato, cui il punto appartiene); l ultima cifra è sufficiente che sia quella dei decametri, se lo scopo della identificazione è puramente cartografico (il sistema è esteso a tutto il globo). Pertanto nel sistema UTM il punto è individuato, senza ambiguità sulla Terra, da una successione di due cifre (fuso), tre lettere (una per la fascia e due per il quadrato) e otto cifre (4 per la N e 4 per la E). L 1.7.2 La cartografia ufficiale italiana. La cartografia ufficiale italiana è realizzata utilizzando la rappresentazione conforme di Gauss-Boaga, che è sostanzialmente quella di Gauss in precedenza esaminata. Le norme adottate per l applicazione sono state le seguenti. a. Ai fogli (cartografie alla scala 1/100.000), ai quadranti (cartografie alla scala 1/50.000), alle tavolette (cartografie alla scala 1/25.000) della carta d Italia si è conservato il taglio geografico originario (quello utilizzato all atto del primo rilievo, proiezione naturale di Samson-Flamsteed), avente per origine delle longitudini il meridiano passante per Monte Mario (Roma) la cui longitudine da Greenwich è stata fissata in 12°279080,40 est. b. Per la rappresentazione si sono adottati due fusi soltanto, detti fuso ovest o primo fuso e fuso est o secondo fuso, corrispondenti ai fusi 32 e 33 del sistema UTM. L03_1_Richiami di trigonometria.indd 195 5/31/18 8:16 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna