SEZIONE L

L 202 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... Queste ultime, in particolare, si suddividono ulteriormente in: carte a piccola scala, quando i rapporti di riduzione sono minori di 1/25.000; carte a media scala, quando tali rapporti sono compresi fra 1/25.000 e 1/5.000; carte a grande scala, quando il rapporto di riduzione è maggiore di 1/5.000 (prati- camente fino alla scala 1/500, oltre il cui valore si passa a un tipo di cartografia del tutto speciale). Altro carattere distintivo, nel campo delle carte topografiche, è il contenuto, cioè la scelta degli elementi della superficie fisica del terreno e delle informazioni riguardanti l intervento dell uomo che compaiono di norma sulle carte; quindi, in base a esso, può essere proposta la classificazione in: a. carte generali, aventi la caratteristica di rappresentare la maggior quantità di par- ticolari possibili, di interesse comune al maggior numero di potenziali utenti, senza peraltro perdere in chiarezza di rappresentazione; b. carte tematiche, aventi la caratteristica di riportare una serie di informazioni dettagliate, riguardanti una o più caratteristiche qualitative o quantitative del suolo, oppure degli oggetti che insistono sul territorio o la popolazione che su di esso vive. Si distinguono inoltre carte regolari e carte speditive . 1. le carte regolari, la cui rappresentazione planimetrica del terreno è sempre ottenuta nel rispetto dei vincoli di precisione (tolleranze) dipendenti dalla scala delle carte stesse; su tali carte è riportato il sistema cartografico di riferimento, sia per la determinazione delle coordinate geografiche (f) e (l) sia per la determinazione delle coordinate piane N ed E: su tali carte è quindi possibile ricavare informazioni metriche riguardanti le dimensioni e la posizione degli oggetti. 2. le carte speditive, utilizzate normalmente per zone sprovviste di regolare cartografia, sono ottenute con procedimenti che non ne garantiscono la fedeltà metrica entro i limiti delle tolleranze : il loro valore quantitativo risulta, quindi, solitamente scarso, ma possono ugualmente essere assai utili per evidenziare caratteristiche qualitative del terreno o come base di descrizione di fenomeni in rapida evoluzione. In ogni caso è necessario evidenziare in cornice i massimi errori plano-altimetrici in cui si può incorrere, per non fuorviare il normale utilizzatore. Un ulteriore caratteristica in base alla quale si possono classificare le carte è quella che si riferisce alla metodologia usata per ottenerle. 1. Carte rilevate, se sono realizzate con rilevamenti espressamente eseguiti sul terre- no; oggi il metodo più usato è di gran lunga quello aerofotogrammetrico che, come è ben noto, presuppone tutta una serie di lavori topografici di appoggio direttamente eseguiti sul terreno. 2. Carte derivate, se sono ottenute per riduzione fotostatica di cartografia a scala maggiore, già esistente. Problema fondamentale nella costruzione delle carte topografiche derivate è quello della obliterazione ragionata, dei particolari non più indispensabili sulla nuova carta. Tale lavoro di alleggerimento quantitativo, detto generalizzazione, permette di rendere sempre chiaramente leggibile la carta ottenuta, mentre non si presentano evidentemente problemi per quanto riguarda la precisione metrica. L03_1_Richiami di trigonometria.indd 202 5/31/18 8:16 AM to a to d a r s c fo g d p v tr te P d te fe p s e l to e o s è c ( C u p d s p d v 1 2 3

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna