SEZIONE L

iel a ti ò ra au- a e roe a, i o, e ni si a eè e a où o ta TRIGONOMETRIA, CARTOGRAFIA, TOPOGRAFIA L 203 Un ultima possibilità di classificazione, che si è presentata all attenzione dei tecnici cartografici e degli utilizzatori in questo ultimo decennio, è quella riguardante la cartografia al tratto, la cartografia numerica e la cartografia fotografica. Definiamo cartografia al trat to tutte le carte disegnate, cioè quelle per cui, dopo una serie di processi logico-analitici di scelta, di misura, di ricognizione effettuata sul terreno, si giunge alla loro costruzione attraverso una sintesi finale, graficizzando solo le informazioni che si è ritenuto necessario e opportuno riportare sulla carta stessa. E ciò indipendentemente dal fatto che si siano seguite tecniche diverse di disegno topografico e che la stampa sia effettuata a uno o più colori. Definiamo cartografia numerica il prodotto cartografico che non si presenta in forma di disegno, ma fornisce le informazioni qualitative e metriche proprie di una cartografia sotto due aspetti: in forma di dati numerici (coordinate che descrivono la geometria degli oggetti cartografati e codifiche che ne indicano la tipologia), memorizzati su un supporto magnetico elaborabili da un calcolatore elettronico, e in forma di visualizzazione su video grafico o supporto cartaceo (mediante plotter), simile nell aspetto alla cartografia tradizionale. Definiamo cartografia fotografica quel tipo di carte ottenute direttamente da un opportuna elaborazione e trasformazione dei fotogrammi aerei del territorio. Per essa, il supporto planimetrico è costituito, agli occhi dell utilizzatore, direttamente da un immagine fotografica del terreno su cui sia stata sovrastampata, con opportune tecniche di laboratorio, l altimetria; il tutto inquadrato in un sistema cartografico di riferimento, con sovrapposte le indicazioni toponomastiche e viarie. A tale categoria appartengono le ortofotocarte digitali a colori o in bianco e nero che rappresentano lo stadio più recente dell evoluzione delle metodologie di rappresentazione del territorio e tendono a imporsi come strumento importante per la costituzione o l integrazione e l aggiornamento della base di riferimento di un Sistema Informativo Territoriale. L Ortofotocarta digitale è ottenuta attraverso sofisticate elaborazioni digitali delle fotografie aeree e si caratterizza: per l immediatezza, l attualità e la ricchezza del contenuto informativo, oltre che per la precisione geometrica paragonabile a quella propria di cartografie di pari scala per la flessibilità di gestione all interno di un sistema informatico. L ortofoto digitale è meno costosa rispetto alla carta convenzionale e integra in modo efficace le principali caratteristiche dei fotogrammi aerei (contenuto informativo) e della carta convenzionale (contenuto metrico). Caratteristiche di una cartografia tradizionale (Cartografia al Tratto). Nel caso di una cartografia tradizionale il territorio oggetto del rilievo è rappresentato da uno o più disegni, completati da opportune cornici e reticoli, realizzati in un sistema di coordinate cartesiane piane i cui punti sono in corrispondenza biunivoca con quelli della superficie fisica del territorio e nei quali sono presenti due categorie di informazioni: la planimetria e l altimetria. La prima è costituita dalla proiezione sul piano del disegno dei particolari naturali e artificiali del terreno e la seconda dai punti quotati e dalle curve di livello. Altri elementi caratteristici che fanno del disegno una carta sono: 1. il rapporto di scala 1:n, essendo n il numero di volte di cui risulta ridotta sulla carta la distanza topografica tra due punti; 2. la legenda che fornisce la chiave di lettura della carta in funzione di tipi di linee, retinature, simboli, segni convenzionali, ecc.; 3. il contenuto metrico che dovrà essere conforme a delle tolleranze, che stabiliscono i massimi scostamenti che si possono verificare tra le distanze e i dislivelli ricavabili dalla carta e i corrispondenti nella realtà. L03_1_Richiami di trigonometria.indd 203 L 5/31/18 8:16 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna