SEZIONE L

è i; a n- o- di a- ti no e a i- a a lvi a. di ioe tao o di di e a TRIGONOMETRIA, CARTOGRAFIA, TOPOGRAFIA L 205 cornice, i riferimenti cartografici e la parametratura, elementi che consentono di ricavare le coordinate di ogni punto rappresentato. La cartografia numerica può sostituire la cartografia tradizionale e quindi, nonostante la diversità di aspetto formale, ne deve mantenere i requisiti principali: deve cioè possederne almeno tutti i contenuti e deve assolverne le stesse funzioni base conferendo una totale univocità al contenuto metrico della cartografia, poiché elimina sia gli elementi di soggettività che affliggono le operazioni di misura, mediante le quali nella cartografia tradizionale si passa dal disegno alle coordinate, sia le conseguenze della deformabilità e deteriorabilità dei supporti cartacei. Consente inoltre di estendere la tipologia della cartografia, affiancando alla cartografia solo planimetrica e a quella plano-altimetrica, con punti quotati e curve di livello, altre tipologie di cartografia in funzione di un incremento dell informazione altimetrica, che è reso possibile dal fatto che, sotto l aspetto formale, non vi è più differenza tra informazione planimetrica e informazione altimetrica, in quanto a ogni punto della carta può essere associata quella altimetrica oltre alle coordinate planimetriche. La tipologia della cartografia numerica può essere sintetizzata come di seguito. C artografia numerica solo planimetrica: in essa sono presenti solo gli elementi caratteristici del contenuto planimetrico di una carta, che vengono definiti attraverso le coordinate planimetriche. C artografia numerica planimetrica e altimetrica: è una carta numerica dove, analogamente a quanto avviene per la cartografia tradizionale, sono presenti sia la planimetria, descritta mediante coordinate planimetriche, sia l altimetria, costituita dai punti quotati e dalle curve di livello, descritta attraverso le coordinate planimetriche e la quota. C artografia numerica tridimensionale: in questo tipo di cartografia alle coordinate planimetriche di ogni punto, descrittive dei particolari planimetrici, viene associata anche la quota. L L aspetto innovativo che caratterizza la cartografia numerica, nel contesto della tradizione cartografica, è costituito dal fatto che per la cartografia numerica potrebbe sembrare superato il concetto di rapporto di scala poiché, a meno del fattore di deformazione della proiezione cartografica adottata, il rilievo è memorizzato in forma di coordinate assolute e perciò è sempre e comunque in scala 1:1. Potrebbe quindi apparire improprio parlare di scala di una carta numerica; tuttavia si ritiene che non si debba abbandonare questo riferimento, soprattutto in considerazione del fatto che i dati di cartografia numerica possono essere visualizzati, mediante plotter o su video grafici, con riduzioni e ingrandimenti esasperati. Ciò significa che una cartografia numerica realizzata seguendo gli stessi canoni cartografici (che porterebbero alla realizzazione di una carta tradizionale alla scala 1:2.000), potrebbe essere facilmente visualizzata o portata a scale maggiori, per esempio alla scala 1:500 o anche 1:200, e ingenerare nell utente l equivoco di possedere una precisione che invece non le è propria. Anche per la cartografia numerica il rapporto di scala (scala nominale) definisce quindi il grado di precisione metrica e il contenuto qualitativo. L03_1_Richiami di trigonometria.indd 205 5/31/18 8:16 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna