1.8 Strumenti topografici

L 208 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... 1.8 Strumenti topografici 1.8.1 Strumenti semplici Il filo a piombo. il più semplice e antico strumento topografico: è costituito da un corpo pesante chiamato piombo , di forma generalmente cilindrica e/o tronco-conica terminante a punta, sostenuto da un filo (Fig. 3.24). Il piombo deve essere dotato di una simmetria tale che, dopo averlo tenuto sospeso e aver atteso l equilibrio, il prolungamento del filo passi per la sua punta. Questa direzione individua la verticale nel punto considerato, cioè la normale al geoide. Il filo a piombo è impiegato nelle seguenti operazioni topografiche: per determinare o verificare la verticalità di una palina, allineando palina e filo a piombo da una certa distanza e da due punti di vista FIG. 3.24 Rappresentazione dell uso del filo a piombo. diversi (poiché se la palina risulta verticale lungo due direzioni distinte, lo è necessariamente lungo tutte le altre direzioni); per determinare la proiezione sul terreno di un punto esterno (es. il centro strumentale di un teodolite); questa operazione è svolta però negli strumenti moderni col piombino ottico; per traguardare a punti materializzati sul terreno, agganciandolo a una palina inclinata infissa sul terreno. La precisione raggiungibile col filo a piombo non è molto elevata, a causa delle perturbazioni sull oscillazione introdotte dal vento. Ipotizzando un filo lungo 1,5 m e un errore di lettura sul posizionamento del piombo di 0,5 mm, risulta il seguente errore angolare rispetto alla direzione della verticale: E 5 0,5/1.500 5 0,00033 rad 5 2c che risulta essere abbastanza elevato, soprattutto se confrontato con la precisione raggiungibile con piombino ottico nelle operazioni di centramento degli strumenti topografici. Il piombino ottico. costituito da un piccolo oculare dotato di un reticolo a croce o a circoletto, disposto orizzontalmente e in genere inserito nei basamenti dei teodoliti. Al termine dell oculare, in corrispondenza del centro del basamento, è disposto un prisma a triangolo rettangolo isoscele, in modo che il raggio visivo sia deviato di 90° verso il basso. Se la deviazione del raggio luminoso avviene in corrispondenza dell asse di rotazione del teodolite, l asse ottico coincide con l asse verticale dello strumento e quindi si può materializzare sul terreno il punto corrispondente alla proiezione del centro dello strumento. necessario prestare la dovuta attenzione a non traguardare nel piombino ottico prima di aver centrato lo strumento con la livella sferica o con quella torica, altrimenti l asse ottico del piombino non coincide con la verticale, ma risulta inclinato. Il piombino ottico permette di ottenere precisioni molto superiori rispetto al filo a piombo, dell ordine di qualche decimo di millimetro. Piombini ottici ancora più precisi sono i piombini ottici nadiro-zenitali, che permettono di proiettare verticalmente verso l alto (zenitali), o verso il basso (nadirali), i raggi uscenti dal centro dello strumento. L03_1_Richiami di trigonometria.indd 208 5/31/18 8:16 AM F d L s le n in to d s b d a b c p n o s b L z g u m li p

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna