SEZIONE L

nol a rn e n- a Al a o. el eo. a e o di ci r- TRIGONOMETRIA, CARTOGRAFIA, TOPOGRAFIA L 209 FIG. 3.25 Rappresentazione dell uso della livella sferica. La livella sferica. costituita da un ampolla di vetro con la parte superiore a forma sferica, riempita parzialmente di liquido volatile (etere o alcol) (Fig. 3.25). Lo spazio libero dal liquido è occupato dai vapori del liquido stesso che, essendo più leggeri del liquido, tenderanno a occupare la zona più alta della calotta e prendono il nome di bolla . La livella è centrata quando la bolla è concentrica alla circonferenza incisa sulla parte più alta della calotta. Di norma la livella sferica è montata sul basamento degli strumenti topografici e serve a rendere orizzontale il basamento stesso. Considerata la sua scarsa precisione, viene utilizzata per un centramento preliminare dello strumento. Tale operazione è eseguita utilizzando le tre viti calanti mediante le quali il basamento è ancorato al treppiede. La successione delle operazioni per il centramento della livella sferica è la seguente: a. si individuano due direzioni orizzontali, ortogonali tra loro mediante le tre viti calanti A, B e C; b. si ruotano a contrasto, cioè una vite in senso orario e l altra in senso antiorario (e viceversa) le due viti calanti A e B e si porta la bolla sulla direzione passante per C; c. si ruota la vite C e si porta la bolla al centro della livella. Se la livella è rettificata, cioè se la tangente alla sommità della calotta sferica risulta parallela al basamento, la bolla risulta centrata ruotando il basamento; se ciò non avviene significa che la livella non è rettificata. In questo caso bisogna rendere il basamento orizzontale mediante una livella torica e centrare successivamente la bolla della livella sferica utilizzando le tre piccole viti, mediante le quali la livella stessa è ancorata al basamento (viti di rettifica). L La livella torica. costituita, come la livella sferica, da una fiala di vetro riempita par- zialmente di etere o di alcol, con la sua parte superiore a forma di toro. Il toro è il solido generato da una circonferenza che ruota attorno a una retta del suo piano e che non sia un diametro (Figg. 3.26, 3.27). Di norma, la fiala è contenuta in un cilindro, in genere metallico, per proteggerla dagli urti. Lo spazio lasciato libero dal liquido è occupato, anche in questo caso, dai vapori del liquido stesso ed è chiamato bolla che, essendo più leggera del liquido, occupa la parte più alta della livella. A differenza della livella sferica, quella torica è graduata con tacche, L03_1_Richiami di trigonometria.indd 209 5/31/18 8:16 AM

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna