1.8.2 Strumenti per la misura di angoli: teodolite e

ie au- a l. e ia; ao. el a è aa o. a ana. po no lo TRIGONOMETRIA, CARTOGRAFIA, TOPOGRAFIA L 211 Questo strumento permette l individuazione di linee sul terreno perpendicolari tra loro o formanti un angolo di 45°. Sulla superficie dello squadro sono presenti otto fessure, disposte in direzioni opposte tra loro e formanti un angolo di 45°, attraverso le quali si possono traguardare i segnali in modo da effettuare allineamenti perpendicolari tra loro. Lo squadro può anche essere graduato. In questo caso è costituito da due scatole cilindriche coassiali: quella inferiore riporta un cerchio graduato e quella superiore una tacca di riferimento; in questo modo è possibile misurare (con scarse precisioni) l angolo formato tra due direzioni. Oltre allo squadro agrimensorio esistono altri tipi di squadri, caratterizzati dal fatto che l osservazione è fatta traguardando un unica fessura, e non due (prima una e poi l altra), come avviene con lo squadro agrimensorio. Esistono diversi tipi di squadri ottici, a riflessione o a prisma; questi ultimi sono da preferire ai primi, in quanto le superfici riflettenti interne, se formate da specchi, possono facilmente appannarsi in seguito a sbalzi di temperatura. Lo squadro a specchi più usato è quello di Adams, costituito dall accoppiamento di due specchi inclinati reciprocamente di 45°; quello a prisma maggiormente usato è chiamato a croce di prismi di Wollaston e può essere usato come allineatore e squadro in due direzioni opposte contemporaneamente. 1.8.2 Strumenti per la misura di angoli: teodolite e tacheometro. Fin dai tempi più antichi con la diottra e successivamente con il traguardo di Erone, il problema della misura di angoli (azimutali e zenitali) e di distanze, al fine di permettere l esecuzione di qualsiasi tipo di rilevamento, era stato affrontato e, compatibilmente con le conoscenze scientifiche del tempo, risolto. Il visorio, che fa la sua prima apparizione in Italia verso la prima metà del Cinquecento, rappresenta il primo esempio di teodolite e presenta uno schema geometrico, in qualche modo riferibile al traguardo di Erone. I secoli successivi vedono la nascita di tutto un insieme di strumenti in grado di misurare con modalità diverse le grandezze fondamentali per il topografo ma, solo alla fine del Seicento, l applicazione di un cannocchiale permise di raggiungere risultati in termini di precisione fino ad allora impensabili. All inizio dell Ottocento, gli ufficiali piemontesi incaricati delle misurazioni topografiche della frontiera della Savoia utilizzarono in modo importante i primi telemetri a stadia e successivamente Ignazio Porro, ritenuto l inventore della celerimensura, con la trasformazione del semplice cannocchiale in cannocchiale distanziometrico rese lo strumento adatto alle più svariate applicazioni di agrimensura, che potevano essere eseguite con rapidità e precisione molto maggiori rispetto agli altri strumenti. L FIG. 3.29 Rappresentazione del quadro operativo del tacheometro. L03_1_Richiami di trigonometria.indd 211 5/31/18 8:16 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna