SEZIONE L

L 212 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... Le ricerche di Porro portarono alla costruzione del tacheometro detto anche cleps . Il tacheometro e il teodolite, che ne rappresenta la versione in grado di eseguire misure caratterizzate da maggiore precisione, sono gli strumenti maggiormente impiegati in topografia. Prima di descrivere le parti principali del tacheometro, ovvero del teodolite, è necessario fornire i concetti di angolo azimutale e angolo zenitale. Si considerino tre punti A, B e C sulla superficie terrestre (Fig. 3.29). L angolo azimu tale tra B e C, misurato da A, è rappresentato dalla misura dell angolo diedro formato dal piano contenente la verticale per A e passante per B, e il piano contenente la verticale per A e passante per C. Si tratta quindi di un angolo orizzontale, essendo l angolo diedro misurato dall angolo piano che risulta dall intersezione dei due semipiani verticali con un piano normale (e quindi orizzontale) allo spigolo. L angolo zenitale (o distanza zenitale) del punto C misurato da A è l angolo che la verticale in A forma con la direzione AC. Il teodolite è uno strumento che misura angoli azimutali (utilizzando un cerchio graduato orizzontale) e angoli zenitali (utilizzando un cerchio graduato verticale). La precisione raggiungibile dai teodoliti sulla misura degli angoli varia da 0,1g a 10cc; i tacheometri si differenziano dai teodoliti per la minore precisione ottenibile nelle misure angolari: da 10cc a 1g. In un teodolite sono individuabili tre assi: 1. l asse primario, che è l asse attorno al quale ruota l alidada; 2. l asse secondario, che è l asse attorno al quale ruota il cannocchiale; 3. l asse di collimazione del cannocchiale, che è quella retta ideale che congiunge il centro dell obiettivo con il centro dell oculare. Le sue parti principali sono le seguenti. I l basamento: fornito di tre viti calanti, è la parte inferiore del teodolite e si collega alla testa del treppiedi mediante una vite incernierata con una staffa, in modo da poter spostare lo strumento entro limiti definiti (12 cm) ed eseguire il centramento. A esso solitamente sono ancorati la livella sferica e il piombino ottico, e negli strumenti più recenti il basamento è separabile dal resto del teodolite (questo permette di scambiare il teodolite con il segnale, senza staccare il basamento dal treppiede). L alidada: è il telaio dello strumento, generalmente a forma di U, che può ruotare intorno all asse verticale passante per il centro dello strumento (asse primario). I movimenti orizzontali del teodolite si eseguono ruotando l alidada medesima; a essa è ancorata una livella torica che permette di rendere verticale l asse primario. Le rotazioni dell alidada avvengono per mezzo di una coppia di viti: una per sbloccarla e una per effettuare movimenti micrometrici. Il cerchio orizzontale graduato: è situato sopra al basamento e sotto all alidada. La lettura ai cerchi a occhio nudo sarebbe impossibile, dal momento che le incisioni sono molto piccole (si pensi,per esempio che in un cerchio di 80 mm graduato ogni primo centesimale, la distanza tra le tacche è di soli 0,006 mm); di conseguenza, per permettere la lettura angolare nei teodoliti sono incorporati microscopi e particolari sistemi di suddivisione degli angoli. L03_1_Richiami di trigonometria.indd 212 5/31/18 8:16 AM

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna