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L 214 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... Altre condizioni, invece, dette condizioni di messa in stazione, devono essere verificate direttamente dall operatore, prima di dare inizio a ogni sessione di misurazione. In particolare, una di esse consiste nel realizzare la verticalità dell asse primario; l altra condizione per una corretta operatività è data dall adattamento alla vista (Fig. 3.30). Queste due condizioni sono di estrema importanza poiché la loro mancata verifica (soprattutto la prima) può comportare errori nelle misurazioni. Anche le condizioni di costruzione, se non verificate, possono essere causa di notevoli errori. La verticalità dell asse primario è ottenuta con la livella torica dell alidada operando nel seguente modo: si dispone il cannocchiale approssimativamente orizzontale (eventualmente anche con l osservazione del cerchio verticale), lo si ruota fino a renderlo parallelo alla direzione di due viti calanti A e B e si centra la bolla utilizzando, a contrasto, le stesse due viti calanti; s i ruota lo strumento di un angolo piatto e si osserva la bolla; se risulta centrata significa che la direzione A-B è orizzontale e che il cannocchiale è disposto perfettamente orizzontale; se la bolla si sposta invece di n tacche, allora si corregge metà dello spostamento per mezzo delle due viti calanti A e B e l altra metà utilizzando la vite dei movimenti fini del cannocchiale; s i ruota lo strumento di un angolo retto e agendo sulla terza vite calante C si centra la bolla della livella. Quando siano ottenute e verificate le condizioni di messa in stazione, si possono effettuare le misure angolari, leggendo il valore relativo alle incisioni sui cerchi graduati, orizzontale (per gli angoli azimutali) e verticale (per gli angoli zenitali), in corrispondenza di un indice di riferimento. Per consentire l osservazione di graduazioni molto piccole (dell ordine del secondo centesimale), è necessario, come predetto, utilizzare dispositivi particolari che permettano di frazionare ulteriormente le graduazioni fisiche dei cerchi graduati. Il più semplice di questi dispositivi è costituito da un microscopio composto, in grado di ingrandire anche 100 volte la porzione di cerchio osservata, che permette di effettuare letture angolari fino a 10 ; in questi casi si parla di microscopi micrometrici a stima e la lettura deve essere effettuata appunto stimando l intervallo di graduazione compreso tra una tacca e l indice di riferimento. Altri sistemi più sofisticati di lettura dei cerchi utilizzano una lamina pian parallela per frazionare ulteriormente gli intervalli dei cerchi stessi; questi tipi di micrometri permettono di effettuare letture fino al decimo di secondo. Nei teodoliti dell ultima generazione è sempre più diffuso l impiego della microelettronica per la misurazione degli angoli: in questi strumenti la lettura angolare è estremamente semplice in quanto la semplice pressione di un tasto fa apparire sull apposito visore la misura. Grazie a questi strumenti si ottiene un notevole incremento dei punti rilevabili in un giorno di misurazioni, eliminando di fatto i tempi richiesti dalla lettura angolare e quelli relativi alla trascrizione dei valori ottenuti e, fatto assolutamente rilevante, gli errori che si possono commettere nella trascrizione medesima. L03_1_Richiami di trigonometria.indd 214 5/31/18 8:16 AM 1 m c ta v L c s z u d c n t v g a q a ( c A in p il t c

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna