1.8.3 Strumenti per la misura di dislivelli: i livelli

TRIGONOMETRIA, CARTOGRAFIA, TOPOGRAFIA L 215 e ie o 1.8.3 Strumenti per la misura di dislivelli: i livelli. Gli strumenti fondamentali per la misura diretta dei dislivelli sono i livelli che realizzano una linea di mira orizzontale in corrispondenza della quale viene eseguita la misura del dislivello su una stadia graduata. I livelli moderni si possono suddividere in: livelli a cannocchiale fisso con o senza vite di elevazione; autolivelli; livelli digitali; livelli laser. ee ra Livelli a cannocchiale fisso. Appartengono a questa categoria molti dei livelli da e o o, cantiere disponibili attualmente sul mercato, caratterizzati da estrema compattezza e semplicità d uso (Fig. 3.31). Sono formati da un cannocchiale, che forma un corpo unico con il perno di rotazione, e dal basamento, simile a quello dei teodoliti. Solidale con il cannocchiale è una livella torica che permette la messa in stazione dello strumento; la condizione di rettifica di questi strumenti è che l asse della livella torica sia parallela all asse di collimazione. a re à si o hi ), ae nè a ; e e a ri oe ie i ta L FIG. 3.31 Rappresentazione di livello a cannocchiale fisso. Del tutto similari sono i livelli dotati di vite di elevazione. In questi livelli il cannocchiale non è più collegato rigidamente al perno di rotazione, ma mediante una traversa incernierata a un estremo e collegata all altro per mezzo di una vite, detta vite di elevazione. La vite di elevazione permette al cannocchiale di ruotare, di un angolo molto piccolo, in senso verticale, in modo da rendere la linea di mira orizzontale anche se l asse primario non è verticale. Questi livelli sono dotati di una livella sferica ancorata al basamento, centrando la quale si rende approssimativamente verticale l asse primario; a ogni collimazione si agisce sulla vite di elevazione, fino a quando la livella torica ancorata al cannocchiale (che frequentemente è visibile direttamente nel campo del cannocchiale) non risulti centrata, rendendo così orizzontale l asse di collimazione. Autolivelli. Sono anche chiamati livelli automatici o livelli auto-livellanti, in quanto in questi strumenti l asse di collimazione è reso automaticamente orizzontale con particolari dispositivi, indipendentemente dalla verticalità dell asse primario. Poiché il funzionamento di tali dispositivi, detti compensatori, è limitato entro un certo intervallo di rotazione del cannocchiale, gli autolivelli sono dotati di una livella sferica che, quando sia centrata, garantisce il corretto funzionamento dello strumento. L03_1_Richiami di trigonometria.indd 215 5/31/18 8:16 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna