SEZIONE L

L 216 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... Livelli digitali. Questi livelli, di recente introduzione nel mercato, presentano le mede- sime caratteristiche degli autolivelli, ma la lettura alla stadia avviene in modo automatico, pur essendo sempre possibile la lettura ottica tradizionale. Le stadie da utilizzare con questi livelli sono di tipo particolare: su di un lato hanno una graduazione come le altre comuni stadie (per l utilizzo normale del livello), mentre sull altro lato hanno una graduazione a codici a barre. I vantaggi introdotti da questi strumenti derivano dalla possibilità di registrare automaticamente i dati rilevati, con un sensibile risparmio di tempo e con l eliminazione totale degli errori materiali possibili in fase di trascrizione. FIG. 3.32 Rappresentazione del posizionamento del raggio laser. Livelli laser. I livelli laser vengono impiegati diffusamente nei cantieri e comunque dove non sono richieste elevate precisioni, bensì elevata velocità nell esecuzione delle misure; questi strumenti utilizzano l emissione di un raggio laser che materializza la linea di mira del cannocchiale, sono di norma autolivellanti e si dividono sostanzialmente in due categorie: livelli laser fissi e livelli laser a rotazione. I livelli laser fissi permettono la lettura sulla stadia del raggio luminoso; la lettura della quota può essere diretta, con precisioni di 63 mm, oppure effettuata tramite sensori ottici, con precisioni lievemente superiori. I livelli laser a rotazione non richiedono l intervento dell operatore allo strumento in quanto un dispositivo fa ruotare in continuazione, tramite un prisma deviatore, il raggio laser (Fig. 3.32). Le stadie da accoppiare a questi livelli sono dotate di un sensore della lunghezza di qualche decimetro; quando il raggio laser colpisce il sensore, il valore corrispondente al raggio luminoso può essere letto o può anche essere automaticamente registrato: l operatore è avvertito tramite un segnale acustico dell avvenuta registrazione. Con questi strumenti la precisione delle misure può anche scendere sotto il millimetro ed è ideale per le livellazioni radiali, in cui sono richieste numerose determinazioni di dislivello, racchiuse in una certa area, per esempio per realizzare piani quotati. L03_1_Richiami di trigonometria.indd 216 5/31/18 8:16 AM

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna