2. Misura delle distanze

MISURA DELLE DISTANZE L.3 L 217 2. Misura delle distanze 2.1 Misura diretta delle distanze. Il procedimento più intuitivo e immediato per la misura diretta della distanza fra due punti distinti è sicuramente quello di riportare direttamente il campione unitario di misura sulla grandezza lineare da determinare. un operazione che, pur essendo molto semplice, consente di ottenere risultati accettabili in termini di precisione e di predisporre un opportuno allineamento sul terreno interessato (capace di identificare la grandezza lineare oggetto della misura), lungo il quale dovrà essere ordinatamente allineato il campione di misura, a meno che la determinazione della medesima distanza non possa essere realizzata operando direttamente dai suoi estremi, cioè facendo stazione sui due punti che delimitano la stessa distanza. Per la misura diretta delle distanze, ai fini topografici, sono di norma impiegati longimetri di varia foggia e approssimazione, quali le canne o aste graduate e i nastri graduati, che possono fornire idonei campioni di misura, nonché i più moderni distanziometri elettronici. 2.1.1 Canne e aste metriche. Fra gli strumenti di misura diretta delle distanze, di corrente applicazione, sono senz altro da annoverare le canne metriche e le aste graduate che, per la loro rigidità, possono garantire la stabilità del campione di misura nelle ordinarie operazioni di rilevamento topografico. Questi longimetri, formati di più parti componibili, sono comunemente chiamati triplometri, poiché la loro dimensione lineare di solito è pari a 3 m. Le canne utilizzate a tale scopo sono storicamente derivate da fusti di canne palustri della lunghezza standard di tre metri, con incisi tratti sottili che individuano i metri, i decimetri e i centimetri. Le versioni moderne di queste canne metriche sono state realizzate in lega metallica leggera o in fibra di vetro, di forma essenzialmente cilindrica, allungabili a telescopio. Le aste graduate sono invece costituite da regoli parallelepipedi di legno e la loro lunghezza è in genere variabile e può raggiungere i cinque metri. Le aste graduate sono moderne versioni in lega metallica leggera o in fibra di vetro, opportunamente graduate di metro in metro, di decimetro in decimetro, di centimetro in centimetro. Il loro impiego è piuttosto semplice: infatti, predisposto il necessario allineamento di paline, lungo l allineamento stesso vengono disposte le canne avendo cura di collocare una canna di seguito all altra, in maniera che le due teste siano a contatto senza turbare la posizione della canna precedente. Spostando una canna di seguito all altra, l operatore conterà il numero di ordine fino ad aggiungere l ultimo tratto apprezzato come frazione della canna o asta rimasta libera. Leggermente più laboriosa è la misura, se il terreno interessato non è piano; in questo caso sarà necessario procedere alla misura diretta con il metodo della coltellazione per ridurre al piano orizzontale la distanza ricercata. L 2.1.2 Nastri graduati. L utilizzazione di nastri graduati può permettere di ottenere risultati migliori in termini di precisione. Questi longimetri sono realizzati con nastri di lamiera di acciaio, di fibra di vetro o di plastica rinforzati da fili metallici disposti all interno e graduati di centimetro in centimetro, con una larghezza di circa 13 mm e una lunghezza compresa fra i venti e i cinquanta metri. I nastri di acciaio sono da preferirsi poiché, se non subiscono piegature, il loro impiego garantisce la migliore affidabilità. La misura diretta delle distanze con i nastri graduati presenta molte analogie con le L03_2_Misura delle distanze.indd 217 5/31/18 8:19 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna