2.1.3 Longimetri elettronici

L 218 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... procedure già illustrate per l impiego delle canne e aste metriche, ponendo particolare attenzione nella tensione dei nastri al fine di ridurre l effetto della catenaria. L impiego ottimale dei nastri graduati si ha in presenza di terreno piano in quanto, nel caso in cui il terreno sia ondulato, la riduzione al piano orizzontale delle distanze misurate rende molto precarie e scarsamente affidabili le determinazioni effettuate. 2.1.3 Longimetri elettronici. Tra i longimetri elettronici vi sono i misuratori a ultrasuoni che permettono misure di distanza anche fino a 30 m. Questi strumenti vengono diretti verso la superficie (che deve essere piana) dalla quale si vuole conoscere la distanza e, dopo pochi istanti, questa viene visualizzata su di un visore. La precisione ottenibile con questi strumenti è dell ordine di 62 cm. 2.2 Distanziometri 2.2.1 Distanziometri a onde elettromagnetiche. Verso l inizio degli anni Settanta con l avvento dell elettronica giunsero sul mercato i primi distanziometri a misurazione di fase, basati sul principio fisico della propagazione delle onde. La misura elettronica della distanza era una metodologia da tempo utilizzata nelle misure geodetiche, ma l alto costo delle apparecchiature, il peso, le dimensioni e la complessità delle procedure di misura ne avevano impedito una larga diffusione. Con l introduzione della seconda generazione dei distanziometri a onde e dei calcolatori elettronici fu offerta ai topografi la possibilità di ottenere misure più precise, più sicure, più rapide, direttamente registrate in modalità automatica, quindi senza necessità di trascrizione e di successive elaborazioni. Le prime realizzazioni sono legate: all impiego del diodo all arseniuro di gallio o dei laser a semiconduttori per ciò che riguarda la misura delle distanze; u c c a le e all uso del nastro di carta perforato in campagna o del nastro magnetico per ciò che concerne la registrazione; all adozione di tecniche mutuate dalle costruzioni industriali per la misura codificata degli angoli. Negli anni 1968/69 comparvero sul mercato i primi (relativamente) leggeri distanziometri per uso topografico, frutto della collaborazione fra un costruttore francese di componenti elettronici (Sercel) e una delle più note e tradizionali case produttrici di strumenti topografici, la Wild di Heerbrugg. Concettualmente la distanza misurata da un distanziometro a onde (fra il punto nel quale è collocato lo strumento che emette l onda e quello nel quale è posto il riflettore) è pari a un numero intero di lunghezze d onda più una frazione di lunghezza d onda (Fig. 3.33). Il metodo utilizzato per conseguire il risultato, cioè la distanza, è chiamato metodo della misura di fase e si basa sull impiego di un campione di misura costituito dalla lunghezza d onda di una oscillazione ottenuto tramite un onda elettromagnetica. Si supponga che dall estremo A della distanza da misurare sia emesso un segnale, la cui intensità varia nel tempo, in un dato punto, secondo una legge del tipo: Se (t) 5 lo sen (vt 1 wo) in cui v è la pulsazione e wo la fase iniziale, e si consideri, inizialmente, una distanza minore di metà della lunghezza d onda l. Se sull altro estremo B si dispone un riflettore, si ottiene che il segnale di ritorno in A riproduce in esso i valori di quello emesso con L03_2_Misura delle distanze.indd 218 5/31/18 8:19 AM d le il F

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna