2.2.2 Stazioni totali

L 220 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... Se si opera su una distanza generica, maggiore di l/2, in essa sarà contenuto un certo numero intero di mezze lunghezze d onda più una frazione di quest ultima ricavabile dallo sfasamento; si può pertanto scrivere l equazione fondamentale dei distanziometri a misura di fase nella forma: wf l l # D 5n 1 2 2p 2 Per ottenere il valore della distanza è quindi necessario determinare il numero intero n e lo sfasamento w; quest ultimo permette di valutare solo la porzione della distanza che eccede le n mezze lunghezze d onda in essa contenute. I distanziometri che operano secondo questo metodo misurano in realtà il solo sfasamento, mentre ricavano indirettamente n emettendo segnali con caratteristiche diverse. 2.2.2 Stazioni totali. L accoppiamento fisso di un distanziometro e di un teodolite elettronico può essere molto produttivo in quanto è possibile integrare i dati provenienti dal distanziometro con le misure angolari effettuate col teodolite, in modo da poter calcolare immediatamente altre grandezze ricavabili indirettamente, come la distanza orizzontale. L insieme teodolite-distanziometro prende il nome di stazione totale, in quanto permette da solo di ottenere tutte le misure di cui il topografo ha bisogno. I dati rilevati possono essere trascritti sul libretto di campagna ma, grazie al loro carattere digitale, essi si prestano a essere memorizzati su supporti magnetici o memorie allo stato solido tipo RAM (Random Access Memory 5 memoria ad accesso casuale); operando in tale modo si evitano eventuali errori di trascrizione dell operatore e si accelerano le operazioni di misura. 2.3 Misura indiretta delle distanze. La prassi operativa seguita nella misura diret- s d m te d fi c d c d lo d r d v ta delle distanze, facendo eccezione per i distanziometri elettronici, è piuttosto lunga e laboriosa. Essa può risultare talvolta anche impossibile, per gli ostacoli naturali e artificiali che possono interporsi lungo le tratte da misurare, per le precarie condizioni operative o per la mancanza di idonei longimetri. Il problema della misura indiretta delle distanze è un problema molto antico e fra le varie procedure studiate nel tempo appaiono di particolare interesse storico e scientifico quelle basate sulla misura della variazione dell angolo visuale, o angolo parallattico, sotto il quale sono sottesi gli oggetti di identica grandezza, allorché vengano osservati da distanze diverse. Tale metodo è stato studiato nel tempo e le sue due più classiche tipologie, ad angolo parallattico variabile e ad angolo parallattico costante, sono tuttora applicate e diffuse nelle ordinarie operazioni di rilevamento topografico. 2 d d o v d la d c 2.3.1 Metodo ad angolo parallattico variabile e stadia orizzontale. La determinazione indiretta della distanza viene eseguita utilizzando una stadia orizzontale, che individua la base, e un goniometro, che permette la misura dell angolo parallattico. La stadia orizzontale è di costruzione molto semplice ed è di norma formata da due tubi di metallo leggero che realizzano una base della lunghezza di 2 m; le mire, situate agli estremi, hanno la forma di triangoli bianchi su fondo nero e sono collegate all interno dei tubi da un filo invar rendendo la lunghezza della stadia orizzontale praticamente insensibile alle variazioni della temperatura ambientale. Quando la stadia orizzontale è utilizzata in accoppiamento con un teodolite capace di fornire misure angolari dell ordine di pochi secondi centesimali o sessagesimali, le precisioni raggiungibili sono elevate. d i m m v c c n tu w s L03_2_Misura delle distanze.indd 220 5/31/18 8:19 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna