2.3.3 Metodi ad angolo parallattico costante

L 222 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... Successivamente si ripete la collimazione osservando un nuovo tratto della graduazione della stadia verticale, determinando nell ordine le corrispondenti letture di L2 alla stadia stessa e di w2 al cerchio verticale del teodolite. La determinazione del valore della distanza D fra i punti P e Q potrà essere quindi ottenuta dall applicazione ripetuta del teorema dei seni, considerando a tal fine i triangoli AOC e BOC, e tenendo presente che, risultando parallele tra loro le verticali locali definite dall asse generale dello strumento e dalla stadia, l angolo in A è identico alla distanza zenitale w1 e l angolo in B è identico alla distanza zenitale w2, mentre l angolo in C risulta retto. Per cui, tenuto conto che L1 2 L2 5 S, risulteranno immediatamente le relazioni: v B o s r e d AC 5 D cot w1 BC 5 D cot w1 da cui: AC 2 BC 5 L1 2 L2 5 S 5 D cot (w1 w2) D 5 S/cot (w1 2 w2) Appare evidente come la precisione ottenibile in questa determinazione indiretta di distanza sia funzione della verticalità della stadia, della precisione nelle letture al cerchio verticale del teodolite e delle letture alla stadia. p d r 2.3.3 Metodi ad angolo parallattico costante. In questo specifico caso, l angolo parallattico è predeterminato e si procede alla misura delle lunghezze intercettate dalle due visuali delimitanti quest angolo: tali lunghezze variano al variare della distanza intercorrente con il punto di osservazione. Questa constatazione, frutto di un evidente similitudine geometrica, consente di stabilire una proporzionalità diretta fra lunghezze intercettate e relative distanze che viene definita nel sistema ottico di osservazione da un insieme di fili paralleli orizzontali trasformando il cannocchiale di un goniometro in un cannocchiale distanziometrico ad angolo parallattico costante (Fig. 3.37). Cannocchiale distanziometrico e stadia verticale. Il procedimento di misura si fonda sul Teo rema di Reichenbach che dimostra l esistenza di una proporzionalità tra la distanza della stadia dal punto nodale dal fuoco anteriore della lente obiettivo di un cannocchiale astronomico e l intervallo di stadia definito da due fili inseriti nel reticolo di collimazione. L03_2_Misura delle distanze.indd 222 s d to a m ( tr s FIG. 3.37 Schema di funzionamento del cannocchiale. 5/31/18 8:19 AM

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna