SEZIONE L

oa a el e, o o e di r- o la e e a n MISURA DELLE DISTANZE L 223 Infatti, a cannocchiale orizzontale, posta a una certa distanza una stadia graduata verticale, i raggi corrispondenti ai predetti due fili, dopo aver percorso i tratti AA9 e BB9 mantenendosi paralleli all asse del cannocchiale stesso, vengono rifratti dalla lente obiettiva che li fa convergere nel punto nodale anteriore F e si proiettano infine sulla stessa stadia nei punti A e B; poiché i due angoli v opposti al vertice F sono uguali, risulta che sono simili i triangoli A9FB9 e AFB, che hanno per base i segmenti A9B9 5 s e AB 5 S, e per altezza la distanza focale f e la distanza d. Questa similitudine consente di ricavare il valore dell angolo parallattico costante v, espresso dalla relazione: tan v s 5 2 2f Dalla stessa similitudine si può determinare il valore della distanza D, fornito dalla relazione: Sf d5 s Da questa si ricava: S d5 v 2 tan 2 Ponendo infine: K5 1 2 tan si ottiene: v 2 L FIG. 3.38 Schema di funzionamento del cannocchiale su piano inclinato. d5K?S L espressione precedente riferisce le diverse distanze al punto nodale anteriore F dell obiettivo del cannocchiale, invece di riferirle al centro dello strumento, individuato nei teodoliti e tacheometri dal punto di intersezione dei tre assi principali. Per riferire le distanze medesime al centro dello strumento, sarà tuttavia sufficiente aggiungere la quantità c che individua la distanza del fuoco F dal centro C dello strumento, modificandola nella seguente: D5d1c5K?S1c Le due costanti K e c prendono il nome rispettivamente di costante diastimometrica (il cui valore è di norma pari a 100) e costante anallattica. Peraltro è evidente che non è sempre possibile utilizzare il cannocchiale distanziometrico mantenendo il suo asse di collimazione orizzontale e che, di conseguenza, è necessario conoscere il valore della distanza D anche nel caso di visuali inclinate (Fig. 3.38). L03_2_Misura delle distanze.indd 223 5/31/18 8:19 AM

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna