2.4 Misura dei dislivelli

L 224 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... Sviluppando adeguati calcoli trigonometrici si può pervenire alla cosiddetta equazione della stadia: D 5 d 1 c ? sen w 5 K ? S ? sen2 w 2 S ? cos2 w/4 K 1 c ? sen w che in via approssimata può essere scritta come: D 5 K ? S ? sen2 w 1 c ? sen w Si considera infatti pressoché trascurabile il contributo del secondo termine S ? cos2 w/4 K, allorquando K assume il valore di 100 e la distanza zenitale non scende oltre il valore di 45°. Il termine c sen w viene a essere reso pari a 0 quando il cannocchiale è centralmente anallattico. La soluzione tecnica fu trovata da Ignazio Porro con l introduzione, nel sistema ottico del cannocchiale, di una lente anallattica che fa cadere il vertice dell angolo parallattico costante nel centro dello strumento C, punto considerato come origine delle varie distanze misurate. Di conseguenza, operando con uno strumento munito di cannocchiale centralmente anallattico, la relazione si semplifica riducendosi alla: D 5 K ? S ? sen w 2 Nel caso in cui, al posto della distanza zenitale w, sia stato misurato l angolo di altezza a, legato alla distanza zenitale dalla nota relazione w 1 a 5 90°, la precedente formula si riduce invece alla: D 5 K ? S ? cos2 a opportuno rilevare che, pur con tutte le precauzioni possibili, la precisione conseguibile nella misura indiretta delle distanze con cannocchiale distanziometrico e stadia verticale, non è mai particolarmente elevata; infatti, oltre alle cause di errore dovute alla lettura alla stadia, alla lettura dei valori degli angoli sul cerchio verticale, alla verticalità della stadia, possono sommarsi errori sistematici e accidentali dovuti alla graduazione delle stesse stadie, nonché alle incertezze causate sia da agenti atmosferici ambientali (vento, evaporazione del suolo, ecc.) sia dall ingrandimento offerto dallo stesso cannocchiale. li p p li r r a b c 2 z li q p p ta u L d il s 2.4 Misura dei dislivelli. La quota di un punto viene di norma determinata misurando il dislivello tra il punto stesso e un caposaldo di riferimento di quota nota; infatti la quota assoluta non è determinabile direttamente, in quanto richiederebbe la conoscenza della superficie del livello medio del mare per i punti da rilevare: di conseguenza, in topografia non si misurano quasi mai direttamente le quote, bensì i dislivelli. L operazione di determinazione del dislivello tra due punti si chiama livellazione. In Italia tutte le quote sono riferite a un caposaldo posto nelle adiacenze del mareografo di Genova, la cui quota è determinata dopo un osservazione di almeno 20 anni, periodo nel quale le maree compiono un ciclo completo; considerato che il livello medio del mare non è costante, di norma si utilizzano le quote di alcuni capisaldi fondamentali di riferimento, situati in zone geologicamente stabili, calcolate una tantum partendo dal mareografo di Genova. In Italia è stata realizzata una rete di livellazione di alta precisione da parte dell Istituto Geografico Militare: essa si sviluppa su tutto il territorio nazionale, generalmente seguendo le principali vie di comunicazione, per un totale di circa 18.000 km di linee di livellazione. Lungo tali L03_2_Misura delle distanze.indd 224 5/31/18 8:19 AM d

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna