SEZIONE L

L 226 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... determinare il dislivello semplicemente uguagliando i segmenti in A e in B compresi fra l orizzontale per A e dalla linea di collimazione del livello: hA 5 DAB 1 LB da cui: DAB 5 hA 2 LB La metodologia di misura è molto semplice, in quanto prevede l esecuzione di due sole misure per determinare il dislivello tra due punti; è però evidente che su tale risultato gravano alcune incertezze: innanzitutto l asse di collimazione può non essere perfettamente orizzontale (a causa di errori sistematici e/o accidentali), ma essere inclinato di un angolo e (che può essere positivo o negativo). Conseguentemente, eseguendo correttamente le letture alla stadia, quella indicata L9B differirà da quella corretta LB di una quantità pari a d tan e: dove d è la distanza orizzontale tra i punti A e B e quindi il dislivello sarà affetto da errore. A tale errore sono naturalmente da aggiungere l incertezza della misura dell altezza strumentale (che, per quanto rigorosamente effettuata, non può scendere al di sotto di alcuni millimetri) e quella di cui è affetta la lettura alla stadia (stima del millimetro in condizioni normali). Pertanto questo metodo non è adeguato quando si vogliano ottenere buone precisioni. Livellazione geometrica dal mezzo. In questo caso il livello viene posto in posizione equidistante sia da A che da B. Eseguendo le letture alla stadia LA e LB e uguagliando i due segmenti verticali passanti per A e per B, compresi fra l orizzontale e l asse di collimazione del livello, si ottiene (Fig. 3.40): LA 5 DAB 1 LB da cui si ricava: DAB 5 LA 2 LB s a b c d d 2 li g d e a v li tr L a d d li p e te FIG. 3.40 Schema operativo di livellazione dal mezzo. La lettura LA prende il nome di battuta indietro, mentre la lettura LB è chiamata battuta in avanti; se si considera un errore e dell asse di collimazione, ipotizzando che il livello sia equidistante dalle due stadie (da cui il nome di questo metodo), si ha: L9A 2 d tan e 5 DAB 1 L9B 2 d tan e dove d 5 d1 5 d2. L03_2_Misura delle distanze.indd 226 5/31/18 8:19 AM

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna