SEZIONE L

L 228 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... Il dislivello DAB può quindi essere determinato dalla precedente equazione: DAB 5 hA 2 hP 1 d cot w che è l espressione propria della livellazione tacheometrica, valida per distanze fino a 150 300 m. Per distanze maggiori di 150 300 m, facilmente misurabili con i distanziometri a onde, la formula precedente non è accettabile a causa degli errori di sfericità e di rifrazione; in particolare, adottando come riferimento il piano tangente, l errore di sfericità comporta una stima per difetto del dislivello, pari a d2/2R, mentre l errore di rifrazione causa una sovrastima del dislivello, pari a kd2/2R, con k coefficiente di rifrazione e R raggio della sfera locale. La formula deve quindi essere corretta quando si opera per distanze superiori a 150 300 m, per tener conto dell errore di sfericità e di rifrazione: DAB 5 hA 2 hP 1 d cot w 1 (1 2 k) d 2/2R Se la distanza è misurata con un teodolite, collimando la stadia posta nel punto B, la formula della livellazione tacheometrica può anche essere scritta nel seguente modo: DAB 5 hA 2 lB 1 K S sen w cos w essendo lB la lettura al filo medio della stadia, K la costante diastimometrica e S la differenza tra le due letture ai fili della stadia, effettuate in corrispondenza dei fili superiore e inferiore del reticolo. Ovviamente in quest ultima equazione non si è tenuto in considerazione l errore di sfericità e di rifrazione, in quanto le collimazioni alla stadia non possono essere effettuate per punti posti a distanze maggiori di 100 m. Livellazione trigonometrica. Se la distanza tra i punti A e B supera qualche chilome- tro, la formula della livellazione tacheometrica diventa inapplicabile, non essendo più lecita l ipotesi che le verticali passanti per A e per B siano parallele tra loro; in questi casi il dislivello tra due punti deve essere determinato considerando il geoide approssimato con la sfera locale. Questa ipotesi è da ritenersi accettabile fino a distanze di 10 15 km tra i vari punti. Supponiamo sia possibile effettuare simultaneamente stazione in A e in B, collimando dal punto A il punto B e viceversa (Fig. 3.42). Poiché la traiettoria del raggio luminoso non è rettilinea dal punto A, a causa della rifrazione atmosferica, si leggerà sul cerchio verticale l angolo zenitale apparente wA, che differirà dall angolo zenitale che si misurerebbe in assenza di atmosfera dell angolo eA; analogamente, dal punto B si misurerà l angolo zenitale apparente wB, che risulterà più piccolo dell angolo zenitale corretto della quantità eB. FIG. 3.42 Schema operativo di livellazione trigonometrica. L03_2_Misura delle distanze.indd 228 5/31/18 8:19 AM c r c c 2 c d a b L q m d te fo D d e c g m il L s s r il d a d n s d p s c

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna