2.5.5 Correzione differenziale delle posizioni

L 232 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... La conoscenza della distanza da un solo satellite è peraltro un dato insufficiente per determinare la posizione del ricevitore, in quanto determina semplicemente la sua posizione su una sfera di raggio D; analogamente non è sufficiente conoscere la distanza da due satelliti: infatti, l intersezione di due sfere di raggio noto, cioè le distanze calcolate, determina un cerchio e non un punto. L intersezione di tre sfere di raggio noto, invece, definisce due punti, dei quali uno ad altissima quota in posizione palesemente errata; soltanto l intersezione di quattro sfere di raggio noto (ovvero la distanza da un quarto satellite) consente con certezza di determinare una posizione univoca nello spazio. Infatti le incognite da determinare sono quattro: X (la longitudine), Y (la latitudine), Z (la quota) e dT (cioè lo sfasamento temporale fra il tempo misurato a terra da un orologio incorporato nel ricevitore e quello misurato dagli orologi a bordo dei satelliti), cioè le tre coordinate indicanti la posizione del ricevitore e il tempo proprio che è indispensabile per determinare con estrema precisione le distanze dei satelliti che costituiscono i dati di partenza. Analiticamente il problema può essere così sintetizzato: si supponga di conoscere le effemeridi orbitali di un satellite S, ovvero le tre coordinate Xs (t), Ys (t), Zs (t) del centro del satellite in funzione del tempo e si supponga inoltre di potere determinare con le modalità predette la distanza in un dato istante t, fra un punto P a terra (di coordinate incognite Xp, Yp, Zp) e il satellite S. Possiamo scrivere: inoltre: R c a è q c r d v U s a v R PS 5 " 1 Xs 1 t 2 2 Xp 2 2 1 1 Ys 1 t 2 2 Yp 2 2 1 1 Zs 1 t 2 2 2 Zp 2 2 dT 5 dp 2 ds quindi, nell ipotesi che dal punto P siano visibili contemporaneamente almeno quattro satelliti, un sistema di quattro equazioni in quattro incognite permette la risoluzione del problema. 2.5.5 Correzione differenziale delle posizioni. Gran parte degli errori che influiscono sulla misurazione della posizione è eliminabile o può essere significativamente ridotta utilizzando le tecniche di misurazione differenziale, alla base delle quali vi è l impiego dei dati ricevuti contemporaneamente da almeno due ricevitori (la stazione di riferimento e un ricevitore Rover) (Fig. 3.46). La stazione di riferimento è collocata in un punto di coordinate note e determina con continuità la propria posizione assoluta con le tecniche descritte in precedenza; poiché si trova su un punto di coordinate note, essa può stimare con alta precisione quale dovrebbe essere la reale distanza dei vari satelliti, individuando la differenza fra i valori calcolati e i valori misurati, che prendono il nome di correzioni e che possono essere trasmesse attraverso un collegamento radio. Il ricevitore Rover calcola direttamente la distanza dai satelliti ed essendo, di norma, equipaggiato con un collegamento radio con il ricevitore di riferimento, può ricevere le correzioni da applicare alla propria posizione permettendo di ottenere risultati FIG. 3.46 Visualizzazione della procedura di riduzione dell errore. di elevata precisione. L03_2_Misura delle distanze.indd 232 2 s e 5/31/18 8:19 AM r te in m z d d 2 li ti M p d u d r M m ( p M p n

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna