2.5.6 Tipi di riceventi

r oa o- o o a e o e a n e o e e o e ie è e a a; e MISURA DELLE DISTANZE L 233 2.5.6 Tipi di riceventi. Esistono diverse tipologie di ricevitori GPS con la possibilità di seguire tre o più segnali contemporaneamente. In estrema sintesi tali riceventi possono essere distinte in due tipi: riceventi pluricanali e riceventi monocanale. Ricevitore pluricanali. Il tipo pluricanali permette di seguire il segnale di più satelliti contemporaneamente: ogni canale è, infatti, sintonizzabile indipendentemente dagli altri. L organizzazione minima di un ricevitore usato per la navigazione tridimensionale è di cinque canali: i primi quattro seguono i quattro satelliti principali, vale a dire i quattro satelliti visibili caratterizzati dalla migliore geometria spaziale, mentre il quinto canale è usato per la ricerca e l acquisizione iniziale di un satellite di riserva che si sta rendendo disponibile all orizzonte. Al momento opportuno, quando il nuovo satellite può sostituirsi con vantaggio a uno dei quattro principali, il cambio può avvenire al volo , vale a dire senza tempi morti, visto che sono già disponibili tutti i dati del messaggio di navigazione di questo satellite. Un numero superiore di canali paralleli permette di seguire contemporaneamente più satelliti. Poiché 24 satelliti in orbita assicurano una probabilità del 70% circa di vedere almeno 8 satelliti, si parla di un organizzazione all in view (ricezione di tutti i satelliti visibili) quando il ricevitore dispone di almeno 8 canali paralleli. Ricevitore monocanale. Un ricevitore monocanale dispone di un solo canale per la ricezione dei segnali dai satelliti; quindi deve sintonizzarsi successivamente su tutti i satelliti con migliore geometria spaziale dando luogo a tempi più lunghi per l acquisizione iniziale dei messaggi di navigazione. A seconda della tipologia del ricevitore, una struttura monocanale può determinare dei limiti alla dinamica del sistema; infatti, le pseudodistanze dai satelliti che non vengono momentaneamente correlati devono essere estrapolate dagli ultimi dati ricevuti e quindi cambiamenti repentini nei valori di velocità e direzione di moto dell utente possono passare inosservati o causare la perdita della sincronia. 2.5.7 Le diverse procedure operative. Esistono varie tecniche di misurazione utilizzabili dalla maggior parte dei ricevitori GPS; all utilizzatore compete in funzione del tipo di rilevamento la scelta della tecnica più adeguata. L Metodo statico. Questa modalità è stata per molto tempo l unica utilizzabile in cam- po geo-topografico. Essa prevede l esecuzione contemporanea delle osservazioni su due stazioni con i ricevitori che restano fissi per tutta la sessione di misura. Consente un elevata accuratezza anche sulle lunghe distanze, ma è relativamente lenta: il tempo di osservazione è circa 60 min. La procedura statica può essere eseguita utilizzando sia ricevitori a singola frequenza sia ricevitori a doppia frequenza. Metodo statico-rapido o statico-veloce (fast static). Operativamente è simile alla modalità statica, ma il tempo di occupazione della stazione è sensibilmente più corto (5-20 minuti). Consente un elevata accuratezza su linee di base fino a 20 km ed è molto più rapido della tecnica statica. Metodo pseudo-statico (o pseudo-cinematico). Si tratta di una modalità dinamica che prevede due osservazioni distinte su ciascuna stazione: ogni osservazione deve durare almeno 10 minuti e deve essere ripetuta a distanza di almeno un ora, ma non più di quattro ore. L03_2_Misura delle distanze.indd 233 5/31/18 8:19 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna