2.6.3 Rilevamento per intersezione

e 1 a i; ti ia e ia ia e- o MISURA DELLE DISTANZE L 237 Triangolazioni catastali. I punti trigonometrici dell Istituto Geografico Militare risul- tano molto distanti fra loro, sufficienti per la costruzione della cartografia dell IGM, mentre risultano insufficienti per la costruzione delle mappe catastali, la cui scala di norma è di 1:2.000 e, in casi particolari, 1:1.000 o 1:4.000. L Amministrazione del Catasto ha quindi realizzato una propria triangolazione, con triangoli quasi equilateri i cui lati sono dell ordine di pochi chilometri, che si appoggia ai vertici del primo, secondo e terzo ordine della triangolazione IGM e si sviluppa in tre ordini di punti: punti di rete; punti di sottorete; punti di dettaglio. Schemi particolari di rilevamento planimetrico. Una volta terminata la definizione della rete di punti di inquadramento, è necessario costituire una rete di punti, detti di dettaglio, a partire dai quali si possano rilevare tutti i particolari del terreno (strade, fiumi, fabbricati, confini, variazioni altimetriche, ecc.). Di norma per la determinazione della posizione planimetrica di questa seconda categoria di punti si utilizzano schemi semplici di rilievo quali le intersezioni e le poligonali. Le intersezioni, nate come metodo di misura indiretta delle distanze, richiedono essenzialmente la misura di angoli e possono essere prive di controllo (il numero di misure è uguale al numero delle coordinate da determinare). Le poligonali, che prevedono la misura delle distanze e degli angoli con elevata precisione, portano alla determinazione delle coordinate dei vertici con precisione più che sufficiente a definire reti di inquadramento su piccole zone. Le poligonali, se opportunamente progettate, offrono la possibilità di effettuare una compensazione delle misure, in quanto il numero di misure eseguite eccede di tre unità il numero delle incognite. 2.6.3 Rilevamento per intersezione. I metodi di rilievo per intersezione più utilizzati sono: intersezione in avanti semplice; intersezione in avanti multipla; intersezione inversa o all indietro. Questi metodi prevedono essenzialmente la misura di angoli di direzione formati da direzioni che collegano alcuni punti noti con il punto da determinare. La posizione dei punti di appoggio o di dettaglio avviene partendo dai vertici di ordine superiore, cioè del primo, secondo e terzo ordine, e quindi essi sono riferiti allo stesso sistema di coordinate cartesiane; quando invece non si tratta di punti di appoggio o di dettaglio, si assume un riferimento cartesiano locale scelto a piacere. L Intersezione in avanti semplice. L in- tersezione in avanti semplice permette di determinare le coordinate planimetriche di un punto P inaccessibile, ma visibile da due punti di coordinate note A 5 (XA, YA) e L03_2_Misura delle distanze.indd 237 FIG. 3.49 Schema di rilevamento per intersezione in avanti semplice. 5/31/18 8:19 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna