SEZIONE L

o): . MISURA DELLE DISTANZE L 239 Le operazioni di compensazione possono essere eseguite applicando il seguente procedimento. 1. Vengono calcolate le coordinate del punto P considerando due intersezioni semplici in avanti, la prima con base AB ottenendo i valori (XP)AB e (YP)AB calcolati in funzione degli angoli a, b e della distanza calcolata AP, e la seconda con base BC ottenendo i valori (XP)BC e (YP)BC calcolati tramite gli angoli g, d della distanza calcolata BP. 2. Se gli angoli a, b, g, d fossero esatti, le coppie di coordinate calcolate del punto P dovrebbero risultare uguali, mentre in realtà risultano differenti in quanto detti angoli contengono errori di osservazione, per cui risulta: (XP)AB ? (XP)BC e (YP)AB ? (YP)BC Se la differenza fra i valori delle coordinate ottenute risulta inferiore al valore della tolleranza assunta, il valore delle coordinate del punto viene assunto pari alla media dei valori ottenuti; nel caso in cui la differenza risulti superiore alla tolleranza le misure vanno rifatte. Intersezione inversa o all indietro. il metodo di intersezione usato più frequente- mente e fu applicato in modo sistematico dall IGM nel rilievo di dettaglio per la formazione della Carta d Italia. Con il metodo dell intersezione all indietro si ottengono le coordinate planimetriche di un punto dal quale sono visibili tre punti di coordinate note A 5 (XA, YA), B 5 (XB, YB), C 5 (XC, YC) e, facendo stazione in P, si misurano gli angoli a e b formati dalle tre direzioni PA, PB, PC (Fig. 3.51). Questo metodo fu geometricamente impostato per la prima volta dal geodeta olandese Snellius nel 1616: elementi noti: A 5 (XA, YA), B 5 (XB, YB), C 5 (XC, YC ); elementi misurati: angoli a e b; elementi da determinare: coordinate del punto P 5 (XP, YP). Come è noto, le coordinate cartesiane del punto P possono essere determinate conoscendo le sue coordinate polari rispetto a un orientamento parallelo all asse principale y e passante per uno dei tre punti noti, assunto come polo, ossia per esempio l angolo di direzione (AP) e la distanza AP. Gli elementi che si conoscono sono però insufficienti per il calcolo delle coordinate polari, che potranno essere definite solo dopo avere determinato gli angoli BAP 5 x e PCB 5 y. La trattazione analitica del problema è abbastanza lunga e complessa e si basa sulle formule classiche della trigonometria. In sintesi, allorquando sia stato ricavato il valore degli angoli x e y, si calcolano i valori degli angoli di direzione e quelli delle distanze AP, CP, BP in doppio modo tramite i triangoli ABP e BCP, al fine di avere un controllo del calcolo. Successivamente, utilizzando le note formule, possono essere calcolate le coordinate del punto P. FIG. 3.51 Schema di rilevamento per intersezione inversa. L03_2_Misura delle distanze.indd 239 L 5/31/18 8:19 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna