2.6.4 Le poligonali

L 240 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... 2.6.4 Le poligonali. Le poligonali costituiscono la rete di appoggio alla quale viene collegato il rilievo di dettaglio; i suoi vertici devono essere scelti in modo tale che da ognuno di essi risultino chiaramente visibili e accessibili il vertice precedente e quello seguente. Le operazioni di rilievo prevedono la misura di tutti i lati e di tutti gli angoli nei vertici (quell angolo che si ottiene ruotando in senso orario il lato precedente fino a sovrapporlo su quello seguente), mentre FIG. 3.52 Esemplificazione di poligonale. quelle di calcolo prevedono la determinazione delle coordinate cartesiane dei vertici rispetto a un sistema di assi che è fissato in funzione degli scopi per i quali è stata sviluppata la poligonale stessa (Fig. 3.52). In relazione alle caratteristiche, agli scopi, alla forma e al loro sviluppo, le poligonali possono essere classificate in vario modo. In relazione all estensione del loro sviluppo, si hanno le seguenti tipologie. a. Poligonali geodetiche: si sviluppano nel campo geodetico; i lati possono avere lunghezze anche di alcuni chilometri (1 5 10 km) e il loro sviluppo complessivo può superare qualche centinaio di chilometri; i lati sono misurati con distanziometri a onde mentre la misura degli angoli si esegue con teodoliti di alta precisione. Queste poligonali sono riferite di norma alla sfera locale: la verifica e la compensazione degli elementi misurati devono avvenire con procedimenti rigorosi e il calcolo della poligonale viene sviluppato applicando le formule della geodesia, tenendo conto della correzione per rifrazione atmosferica e della curvatura terrestre. b. Poligonali topografiche (o tecniche): si sviluppano nell ambito del campo topografico e vengono riferite a una superficie orizzontale corrispondente al campo topografico; i lati hanno una lunghezza che mediamente è di 50-300 m, che può arrivare fino a 400-500 m, e si sviluppano su una lunghezza complessiva di 3-5 km, misurando le distanze con distanziometri a onde di ridotta portata e gli angoli con teodoliti di precisione. In relazione alla precisione che deve essere raggiunta si hanno: poligonali ordinarie di precisione, caratterizzate da uno sviluppo piuttosto limitato, con lati di lunghezza non superiore a 50-100 m, misurati con l uso di distanziometri elettronici, più raramente mediante teodolite e stadia orizzontale, mentre per gli angoli sono impiegati generalmente i teodoliti (queste poligonali hanno particolare applicazione nei rilievi in galleria e di centri urbani); poligonali ordinarie o tacheometriche, di media precisione, rilevate con l uso del tacheometro; i lati hanno una lunghezza di 50-300 m, mentre lo sviluppo complessivo può arrivare fino a un massimo di circa 2-3 km. Considerando il sistema di orientamento assunto si possono avere: 1. poligonali orientate, quando i vertici della poligonale sono riferiti a un sistema di assi cartesiani corrispondente a quello delle triangolazioni di ordine superiore, quale può essere quello catastale o dell IGM, o più in generale a un sistema con origine in un punto di note coordinate geografiche e l asse positivo delle y orientato a nord; L03_2_Misura delle distanze.indd 240 5/31/18 8:19 AM 2 1 2 R p p d s P e c p o s m s n q s s

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna