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ci i- li o, e ò a e li ia ooe o di aor o- el s- di e n MISURA DELLE DISTANZE L 241 2. poligonali non orientate, che sono essenzialmente quelle relative al rilievo di det- taglio nel quale i punti di appoggio sono indipendenti dalla rete di triangolazione e quindi il sistema di riferimento di queste poligonali può essere assunto in modo arbitrario, ma conveniente, per esempio con l origine coincidente con il primo vertice della poligonale stessa e l asse delle x (o delle y) coincidente con il primo lato, diretto positivamente verso il secondo vertice. In relazione alla forma geometrica si possono avere: 1. poligonali aperte: il primo e l ultimo vertice della poligonale sono due punti differenti; se i due vertici estremi sono due punti qualsiasi, la poligonale non può essere verificata ed eventualmente compensata, mentre se i due punti sono visibili oppure sono due punti noti, è possibile la verifica e l eventuale compensazione; 2. poligonali chiuse: il primo e l ultimo vertice coincidono; sono sempre verificabili ed eventualmente compensabili in quanto le misurazioni lineari e angolari sono in numero esuberante rispetto a quelle strettamente necessarie per poterle disegnare, per cui è possibile effettuare un raffronto con le caratteristiche geometriche e analitiche del problema. Rilievo di una poligonale: scelta dei vertici della poligonale. La scelta dei vertici poligonometrici deve essere fatta con particolare attenzione non solo in funzione della precisione che si vuole raggiungere, ma anche tenendo presente che la poligonale dovrà costituire la base di appoggio per il successivo rilievo di dettaglio. Pertanto, nella scelta devono essere considerati i seguenti criteri: tutti i vertici devono essere facilmente accessibili; da ogni vertice devono essere perfettamente visibili i vertici precedente e seguente e la zona di terreno compresa deve essere sgombra di ostacoli per consentire la misura delle distanze; le distanze fra un vertice e l altro devono essere abbastanza uniformi e non troppo corte per evitare errori nella misura degli angoli; nelle poligonali aperte la posizione dei vertici deve allontanarsi il meno possibile dalla congiungente il primo e l ultimo punto; da ogni vertice deve essere visibile una buona zona di terreno in modo da rendere facile e possibile utilizzare i vertici come appoggio per il successivo rilievo di dettaglio. L Poligonale aperta con un estremo non vincolato. Il cal- colo di una poligonale ha lo scopo di determinare le coordinate ortogonali planimetriche dei suoi vertici rispetto a un sistema di riferimento oppure, se gli scopi del rilievo non lo richiedono, può essere un sistema di assi qualsiasi (Fig. 3.53). Per questo tipo di poligonale sono noti dal rilievo gli elementi strettamente necessari al calcolo L03_2_Misura delle distanze.indd 241 FIG. 3.53 Sviluppo di poligonale. 5/31/18 8:19 AM

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna