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L 244 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... e in particolare e li X E 5 XA 1 Sx YE 5 YA 1 Sy Se la poligonale è stata tracciata per determinare la distanza fra due punti rappresentati dai vertici estremi della poligonale, per esempio A ed E, non visibili fra loro, tale distanza è costituita dal lato di chiusura della stessa e viene calcolata come segue: (AE ) 5 arctg (XE 2 XA)/(YE 2 YA) AE 5 (XE 2 XA)/sen (AE) Il calcolo della poligonale aperta ora esaminato, nella quale l ultimo vertice non è vincolato, utilizza un numero di elementi strettamente sufficienti per il calcolo stesso e pertanto non è possibile effettuare alcun controllo degli elementi misurati; poiché le coordinate di ogni vertice vengono determinate rispetto a quelle del vertice precedente, le imperfezioni nelle misurazioni angolari e lineari generano una propagazione crescente degli errori. Pertanto questo tipo di poligonale può risultare accettabile quando il suo sviluppo totale è limitato e non è richiesta una grande precisione; in tutti gli altri casi, è opportuno ricorrere alla poligonale chiusa oppure conoscere un numero di elementi sovrabbondanti. Poligonale chiusa orientata. Nella poligonale chiusa il primo e l ultimo vertice coincidono e gli elementi misurati sono sovrabbondanti; le sue caratteristiche geometriche permettono un operazione, detta compensazione, con la quale è possibile, se risultano inferiori alla tolleranza ammessa, eliminare gli errori commessi nelle misurazioni; la compensazione permette di aumentare la precisione complessiva della poligonale, riducendo la differenza fra le reali posizioni dei punti e quelle ottenute dal calcolo tramite le coordinate (Fig. 3.54). FIG. 3.54 Sviluppo di poligonale chiusa orientata. La compensazione può essere fatta con procedimento di tipo rigoroso oppure di tipo empirico; poiché le differenze nei risultati che si ottengono con i due metodi sono sempre molto limitate, quasi trascurabili, e per contro il procedimento rigoroso implica calcoli lunghi e complessi, generalmente viene seguito il metodo empirico che sarà quello applicato. Prendiamo ora in esame la poligonale chiusa riportata in figura (che supponiamo orientata), della quale si hanno i seguenti dati: elementi misurati: lati: l1, l2, l3, l4, l5; angoli ai vertici: aa, ab, ac, ad, ae; elementi noti: angolo di direzione (AB); coordinate del punto A 5 (XA, YA); elementi da calcolare: coordinate dei vertici: (XB, YB), (Xc, Yc), (XD, YD), (XE, YE). L03_2_Misura delle distanze.indd 244 5/31/18 8:19 AM c in q li e te m o d li ti è ta s c s s s a p d la a

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna