1.1.4 Spinta idrostatica su superficie piana

I e- o el no o, eà ee n al IDRAULICA L 25 Questo strumento consente di stabilire la relazione che esiste tra il dislivello manometrico D, che si stabilisce tra i due menischi del liquido manometrico, e il dislivello piezometrico d che esiste tra i piani dei carichi idrostatici dei due serbatoi A e B. L equilibrio delle pressioni, in corrispondenza del piano orizzontale a-a passante per il menisco più basso, consente di stabilire la seguente relazione: g h1 5 gm D 1 g h2 e quindi g 1 D 1 h2 1 d 2 5 gm D 1 g h2 d5Da da cui si deduce gm 2 g b g 1.1.4 Spinta idrostatica su superficie piana. Consideriamo una superficie piana, di forma qualsiasi, genericamente inclinata rispetto a un piano orizzontale (Fig. 2.7) a contatto con un liquido di peso specifico g sottoposto a un assegnato piano dei carichi idrostatici relativo. Si definisce retta di sponda l intersezione tra il piano contenente la superficie premuta e il piano dei carichi idrostatici; il punto T di Figura 2.7 è la traccia della retta di sponda. La forza dP è sempre normale alla superficie ds premuta e pari a: dP 5 p ds. Nel caso di superficie piana, le spinte elementari dP sono rappresentate da vettori paralleli e pertanto il modulo della spinta idrostatica P risulta pari a: P 5 3 d P 5 3 p ds 5 3 g h ds 5 g sin a 3 y ds s s s in cui a è l angolo che il piano contenente la superficie premuta forma con quello orizzontale, h è l affondamento del baricentro della superficie ds dal piano dei carichi idrostatici e y è la distanza, misurata lungo il piano contenente la superficie premuta (Fig. 2.7), del baricentro di ds dalla traccia T della retta di sponda. Tenendo conto della definizione della coordinata y0 del baricentro, il modulo della spinta P assume la seguente espressione: P 5 g sin a y0 s 5 g h0 s essendo h0 l affondamento L FIG. 2.7 Spinta idrostatica su superficie piana. L02_1_Idraulica.indd 25 5/31/18 8:05 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna