SEZIONE L

o e, MISURA DELLE DISTANZE L 251 area di un poligono per mezzo delle coordinate polari. il metodo che si applica di norma per determinare l area di un appezzamento utilizzando gli elementi misurati sul terreno, cioè le coordinate polari dei vertici. Sia P il punto dal quale si collimano gli n vertici dell appezzamento poligonale, e si conoscano le coordinate polari dei vertici (Fig. 3.57): d1, d1, d2, d2, d3, d3 ........ dn, dn Se il punto P è interno al poligono, l area può essere determinata sommando le aree dei triangoli in cui il poligono resta suddiviso dalle distanze polari, cioè, nel caso di un quadrilatero: FIG. 3.57 Sviluppo delle coordinate polari. 1 3 d d sen 1 q2 2 q1 2 1 d2d3 sen 1 q3 2 q2 2 1 d3d4 sen 1 q4 2 q3 2 1 2 1 2 1 d4d1 sen 1 q1 2 q4 1 360°2 4 S5 in cui l area di ogni triangolo è stata calcolata applicando la formula di camminamento e gli argomenti del seno rappresentano gli angoli compresi tra due direzioni successive. Considerato ora che: sen 1 q1 2 q4 1 360°2 5 sen 1 q1 2 q4 2 L espressione dell area precedentemente ricavata ha carattere di ripetitività, si può quindi scrivere, in modo sintetico e indipendentemente dal numero dei vertici del poligono una espressione di carattere generale: S5 L 1 n a didi11 sen 1 qi11 2 qi 2 2 i51 in cui, al solito, il vertice n 1 1 coincide con il primo. Metodi grafo-numerici. Se il contorno dell appezzamento del quale si deve deter- minare l area è in parte o completamente curvilineo, si deve ricorrere a una schematizzazione dello stesso, frazionandolo in più parti e approssimando ognuna di esse in segmenti rettilinei o parabolici. Nel primo caso l area può essere ottenuta applicando la formula di Bezout o dei trapezi oppure quella di Poncelet, nel secondo caso applicando la formula di Simpson o di Cavalieri-Torricelli. formula di bezout o dei trapezi. Si debba determinare l area dell appezzamento delimi- tato dal contorno curvilineo P0-Pn e dall asse delle ascisse, come quello riportato nella Figura 3.58. L03_2_Misura delle distanze.indd 251 5/31/18 8:19 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna