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L 254 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... unitario, la divisione dell appezzamento dovrà avvenire suddividendolo in parti le cui aree sono proporzionali ai coefficienti Pi: d A1 : P1 5 A2 : P2 5 A3 : P3 5 ........ 5 An : Pn e quindi, applicando la proprietà del comporre: (A1 1 A2 1 ... 1 An) : (P1 1 P2 1 ... 1 Pn) 5 A1 : P1 5 A2 : P2 5 ... 5 An : Pn Da questa proporzione, considerato che la somma delle aree a primo membro corrisponde all area totale dell appezzamento A, si possono quindi ricavare le singole aree: A A1 5 P P1 1 P2 1 ........ Pn 1 A A2 5 P P1 1 P2 1 ........ Pn 2 An 5 e v n a A P P1 1 P2 1 ........ Pn n Se invece l appezzamento di terreno non è a valenza uniforme, si dovrà procedere alla suddivisione in parti proporzionali ai valori delle singole parti. In tal caso, la soluzione si complica notevolmente e in certi casi può essere ottenuta solo ricorrendo a procedure di calcolo automatico. Nella pratica accade spesso che gli appezzamenti da dividere siano a contorno poligonale. In tali casi si applicano ancora gli stessi procedimenti visti per i triangoli oppure il problema del traFIG. 3.60 Visualizzazione del metodo delle aree. pezio. Per esempio, si supponga di dover suddividere l appezzamento pentagonale ABCDE in tre parti, proporzionali ai numeri P1 P2 e P3, con dividenti paralleli al lato BC, e con l area proporzionale a P1 dalla parte del lato BC stesso. Prima di procedere con l applicazione del problema del trapezio, indicate con F l intersezione sul lato CD della parallela al lato BC passante per A, e con G l intersezione sul lato AE della parallela a BC passante per D, si dovranno calcolare due aree A* e A* per stabilire a quale figura appartengono le nuove dividenti. Tali aree sono rispettivamente pari a quella del quadrilatero ABCF e a quella del triangolo EDG. Le aree di raffronto (A* e A*) andranno quindi confrontate con quelle delle superfici in cui risulterà suddiviso l appezzamento originario. Supponendo per esempio che la prima area sia inferiore alla prima area di raffronto, la prima dividente MN cadrà sicuramente all interno del quadrilatero ABCF e si potrà quindi applicare la formula del trapezio: MN 5 "BC 2 2 2A1 1 cot a 1 cot b 2 L03_2_Misura delle distanze.indd 254 p 5/31/18 8:19 AM ti d v u d r d c 1 2 in in a fo

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna