2.8.2 Presa dei fotogrammi

a e ro, e di ee iri o i. è odi ti si t- a esi a si n i, e o oni n n ni li o e si a eo, MISURA DELLE DISTANZE L 257 che costituisce così una fedele replica dell oggetto di misura. Per assicurare quest affidabilità, è anzitutto necessario dare consistenza geometrica alle due immagini stereoscopiche che ritraggono l oggetto in esame, e utilizzare poi una tecnologia capace di eliminare, o ridurre, le possibili deformazioni del modello stereoscopico risultante, al fine di garantire la più corretta misurazione e la più fedele rappresentazione finale. Tutto questo può essere ottenuto, naturalmente, utilizzando camere da presa fotogra fica di alta precisione e apparecchiature da restituzione fotogrammetrica di alta qualità e affidabilità, opportunamente studiate e realizzate per tale scopo. 2.8.2 Presa dei fotogrammi. Come predetto, il procedimento fotogrammetrico si sviluppa partendo dal fotogramma, un immagine fotografica rigorosamente geometrica, che costituisce di fatto una prospettiva centrale degli oggetti ritratti. Gli elementi geometrici che definiscono una prospettiva di questo tipo sono definiti, nell ordine, dal centro di proiezione, detto anche punto di vista; dal quadro di rappresentazione; dalla distanza tra essi intercorrente denominata distanza principale. Tali elementi geometrici, definiti elementi di orientamento interno, che consentono di realizzare la rappresentazione prospettica e di ricavare quindi da questa, all occorrenza, le informazioni metriche necessarie, devono essere perfettamente definiti nelle camere da presa fotogrammetrica in quanto la loro conoscenza è indispensabile per attribuire valore metrico alle immagini fotografiche di volta in volta ritratte e per consentire altresì la ricostruzione dei raggi proiettivi uscenti dagli oggetti fotografati, che hanno permesso la realizzazione delle relative immagini fotografiche. Le camere fotografiche analogiche utilizzate per le prese fotogrammetriche sono essenzialmente costituite da: un corpo di forma tronco piramidale che reca l obiettivo di presa e il relativo piano di proiezione, mantenendoli costantemente a una ben definita posizione reciproca; un obiettivo di presa di grande qualità e precisione, che garantisce il rigore geometri- co della rappresentazione fotografica; un magazzino che contiene il materiale sensibile e ne assicura la corretta utilizzazione L ed esposizione durante le operazioni di presa. Le soluzioni adottate per la realizzazione delle camere da presa fotogrammetrica sono parecchie e si distinguono, in particolare, per la loro differente utilizzazione, terrestre o aerea, per il formato delle immagini ritratte, per l abbracciamento prospettico che possono garantire. Importante è la conoscenza delle loro caratteristiche tecniche e operative, sia per lo sviluppo del procedimento fotogrammetrico, sia per la valutazione delle precisioni che possono consentire, ma soprattutto per le possibilità operative che possono assicurare. 2.8.3 Elementi di orientamento interno. La definizione teorica di questi elementi fa riferimento a una camera fotografica perfetta, dal punto di vista strettamente geometrico, nella quale l obiettivo identifica il centro di proiezione e l asse ottico di presa risulta perfettamente normale al quadro di proiezione, rappresentato dal piano focale che raccoglie l immagine. Questa circostanza si verifica molto raramente, soprattutto a causa delle piccole imperfezioni costruttive di una camera di precisione, che permangono anche dopo accurate rettifiche. Gli elementi di orientamento interno di una camera fotogrammetrica sono comunque univocamente definiti dalla posizione del punto principale e dalla distanza principale, propri della camera medesima. L03_2_Misura delle distanze.indd 257 5/31/18 8:19 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna