1.2 Idrodinamica

L 26 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - IDRAULICA, IDROLOGIA E SISTEMAZIONI FIG. 2.8 Calcolo della spinta idrostatica per una superficie con due lati orizzontali. del baricentro della superficie premuta rispetto al piano dei carichi idrostatici. Pertanto il modulo della spinta è pari al prodotto della pressione nel baricentro per l area della superficie premuta. Nel caso particolare di una superficie piana rettangolare con due lati orizzontali (Fig. 2.8), il modulo della spinta idrostatica è pari all area del diagramma delle pressioni moltiplicata per la larghezza L della superficie premuta. La spinta è una grandezza vettoriale ed è pertanto rappresentata da un vettore avente una direzione ortogonale alla superficie premuta e un punto di applicazione C denominato centro di spinta. La posizione del centro di spinta viene determinata calcolando la distanza, denominata eccentricità e, del centro di spinta C dal baricentro G della superficie premuta, e applicando la relazione di antipolarità. Quest ultima stabilisce che la traccia della retta di sponda T e il centro di spinta C (Fig. 2.7) sono localizzati da banda opposta rispetto al baricentro G. L eccentricità e si calcola con la seguente relazione: Io e5 M avendo indicato con Io il momento di inerzia della superficie piana premuta, calcolato rispetto alla retta parallela alla retta di sponda e passante per il baricentro G, e con M il momento statico della superficie piana premuta calcolato rispetto alla retta di sponda e quindi pari al prodotto s yo. 1.2 Idrodinamica. Si definisce corrente un volume liquido in movimento costituito da traiettorie, descritte dalle diverse particelle che lo compongono, sensibilmente parallele. Le traiettorie descritte dalle particelle liquide sono materializzate da filetti liquidi. La corrente si dice in pressione o intubata o forzata se muove all interno di una condotta chiusa (tubazione) e pertanto la superficie laterale della corrente non ha alcun contatto con l ambiente atmosferico esterno. Una corrente si dice a pelo libero o a superficie libera (Fig. 2.9) quando la superficie laterale della corrente presenta una porzione denominata contorno bagnato, a contatto con il recipiente solido (alveo), e una parte chiamata appunto superficie libera o pelo libero, a contatto con l ambiente L02_1_Idraulica.indd 26 5/31/18 8:05 AM FI lib a a u n e r n d c lo d d s v m d n d 1 r in

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna