SEZIONE L

L 260 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... incidano eccessivamente su quelli di effettivo lavoro. Particolarmente importante, ai fini di una corretta ripresa fotografica, è il coordinamento delle operazioni che portano alla realizzazione del piano di volo, redatto in via preliminare sulla base delle finalità della ripresa aerofotografica e della specifica morfologia del territorio interessato. Per soddisfare le esigenze dell esame stereoscopico delle riprese aerofotogrammetriche, la copertura aerea è realizzata mediante lunghe strisciate di fotogrammi ad asse rettilineo, opportunamente orientate in maniera che ciascun fotogramma risultante presenti sempre una zona del terreno ritratto in comune con quelli adiacenti o, per meglio dire, presenti un ricoprimento longitudinale con i fotogrammi della stessa strisciata, nonché un ricoprimento trasversale con i fotogrammi appartenenti alle strisciate adiacenti. Questi ricoprimenti, in generale, risultano compresi entro il 60-70% in senso longitudinale, ed entro il 20-30% in senso trasversale. La superficie utile di ciascun stereogramma è delimitata da questi ricoprimenti e varia al variare della scala della copertura aerofotografica. La scala media 1:n dei fotogrammi ottenuti con un volo realizzato alla quota relativa H, è definita dal rapporto: 1 C 5 n H dove C rappresenta la distanza principale della camera metrica. Il ricoprimento longitudinale è ottenuto con un corretto dimensionamento della base di presa, o avanzamento, definita dalla distanza, o dall intervallo di tempo, corrispondente a due successivi scatti dell otturatore della camera di presa. Il dimensionamento della base di presa è funzione della scelta della quota relativa di volo, poiché entrambe sono legate dal rapporto b/H. In generale i voli di ripresa sono eseguiti in direzione est-ovest; ciò permette di assicurare una buona e uniforme illuminazione alle riprese, e di condurre meglio la rotta sia in andata che in ritorno. L epoca delle riprese aeree è sempre funzione delle finalità della copertura aerofotogrammetrica da realizzare; le ore più idonee per le riprese aerofotogrammetriche sono naturalmente quelle corrispondenti alla migliore illuminazione del terreno, e cioè quelle attorno a mezzogiorno e, al fine di ridurre le ombre, il Sole dovrà comunque avere un altezza sull orizzonte superiore ai 30° nel caso di terreni pianeggianti, e superiore ai 35° nel caso di terreni accidentati. Nella tabella che segue sono sintetizzati i parametri relativi a un volo fotogrammetrico per la realizzazione di una carta: Scala carta 1.000 2.000 5.000 10.000 Scala fotogrammi 4.000 8.000 15.000 20.000 Distanza principale camera (m) 0,150 0,150 0,150 0,150 Quota relativa (m) 600 1.200 2.250 3.000 Lato fotogramma (m) 900 1.800 3.450 4.600 Superficie fotogramma (ha) 84 335 1.190 2.100 Ricoprimento longitudinale 0,60 0,60 0,60 0,60 Ricoprimento trasversale 0,20 0,20 0,20 0,20 Base di presa (m) 365 735 1.380 1.850 Intervallo laterale (m) 735 1.450 2.750 3.700 Superficie di un modello (ha) 33 135 475 850 L03_2_Misura delle distanze.indd 260 2 s fo le n v fo in s r s p 2 tr g m d z d d d e fo s m n a g a d s Il 5/31/18 8:19 AM

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna