2.8.8 Metodo analogico

L 262 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... la ricostruzione dell orientamento relativo di un fotogramma rispetto all altro, per la formazione del modello stereoscopico dell oggetto considerato; l orientamento assoluto del modello stereoscopico stesso, realizzato rispetto al sistema di riferimento assoluto adottato, individuato dal sistema di riferimento strumentale, al fine di verificare la completa similitudine tra la giacitura e l orientamento del modello stereoscopico ottenuto e la reale posizione dell oggetto ritratto. 2.8.8 Metodo analogico. Il procedimento della restituzione analogica consiste nel ricostruire la situazione dei due fotogrammi al momento della presa, con una similitudine geometrica tra le due configurazioni. I fotogrammi vengono posti su due proiettori, che devono essere impostati in modo tale da presentare un orientamento interno uguale a quello della macchina da presa. Devono quindi essere determinati i parametri dell orientamento esterno, che permettono di conoscere esattamente la posizione spaziale della coppia di fotogrammi che si prende in considerazione per ricreare il modello del terreno o dell oggetto fotografato. L orientamento esterno si suddivide in relativo e assoluto. L orientamento esterno relativo definisce la posizione del secondo fotogramma rispetto al primo. Sono necessari sei parametri, dati per esempio dalle tre coordinate relative del secondo punto nodale rispetto al primo e da altrettante rotazioni, per definire univocamente tale orientamento. L orientamento esterno assoluto definisce invece la posizione spaziale del primo fotogramma con riferimento a un sistema fisso a terra. La definizione dell orientamento esterno assoluto richiede altri sei parametri, perché sei sono i gradi di libertà di un corpo nello spazio. Generalmente questi sei parametri sono le coordinate spaziali del punto nodale Xv, Yv e Zv, e tre rotazioni attorno a tre assi cartesiani passanti per il punto principale w, v e k. La determinazione dei dodici parametri dell orientamento esterno permette dunque di risalire esattamente alla posizione spaziale dei due fotogrammi al momento della ripresa. Se i due fotogrammi venissero posti nella medesima posizione e si proiettassero i raggi luminosi uscenti da punti omologhi, si ricostruirebbe esattamente il terreno così come è stato rilevato. Essendo naturalmente necessaria una riduzione in scala opportuna del disegno, si dovranno avvicinare i due fotogrammi fino ad ottenere la riduzione del modello. Uno dei dodici parametri (la traslazione relativa del secondo fotogramma rispetto al primo) è quindi utilizzato per determinare il fattore di scala del modello. I restitutori analogici possono essere ottici o meccanici. I restitutori ottici realizzano la ricostruzione del modello mediante due proiettori liberi di muoversi e di ruotare in tutte le direzioni, per ricostruire l orientamento dei fotogrammi. I raggi omologhi uscenti dai due proiettori vengono raccolti da uno schermo che, se si trova sull incontro dei due raggi omologhi, permette di vedere perfettamente a fuoco l immagine. Congiungendo tutti i punti che sono a fuoco sullo schermo posto a una certa altezza, si ha così la possibilità di tracciare le curve di livello del terreno. I restitutori meccanici sono simili a quelli ottici, ma i raggi uscenti dai proiettori sono materializzati da due aste metalliche, articolate con snodi cardanici e allungabili, la cui unione fornisce la posizione del punto osservato. In questo modo il problema risulterà iperdeterminato, si avranno cioè dei residui di osservazione, detti residui di orientamento, che permetteranno di verificare la precisione del rilievo fotogrammetrico. Le differenze fra i valori delle coordinate terreno sui punti di appoggio e le coordinate modello non dovranno superare certi valori limite, detti tolleranze. Nell orientamento assoluto analogico la determinazione dei sette parametri avviene per via ottico-meccanica, risolvendo prima il problema planimetrico e poi quello altimetrico, per gradi. L03_2_Misura delle distanze.indd 262 5/31/18 8:19 AM 2 s la d n s s fo v 1 2 2 e r im n d d f im im r d t d E fo r o p a

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna