2.8.9 Restituzione analitica

a enel ie e a a eo. o el ae e di e ti noa e a o el di ri si gi a ma ri ti e o, tri o eil MISURA DELLE DISTANZE L 263 2.8.9 Restituzione analitica. Con il progresso del calcolo numerico automatico, si sono sviluppati metodi di restituzione fotogrammetrica numerici, che si avvalgono della potenza di calcolo degli elaboratori per eseguire la restituzione fotogrammetrica. La differenza sostanziale della restituzione analitica rispetto a quella analogica consiste nel fatto che le due lastre non sono effettivamente ruotate e posizionate nella loro posizione reciproca che avevano al momento della presa, ma l orientamento è effettuato solo nei punti osservati di volta in volta. Cioè, mentre prima la formazione del modello fotogrammetrico era effettuata meccanicamente, qui avviene solo virtualmente, attraverso calcoli analitici. Le fasi della restituzione analitica sono: 1. orientamento interno: si collimano le marche fiduciali e si immettono in memoria i parametri di calibrazione della fotocamera. Qui, al contrario dei restitutori analogici, si ha la possibilità di effettuare la correzione della distorsione; 2. orientamento esterno: come nei restitutori analogici, l orientamento relativo avviene collimando almeno cinque punti omologhi e, manualmente, eliminando la parallasse in tali punti. A questo punto il modello è già determinato analiticamente e l operatore, collimando qualunque coppia di punti omologhi, potrà constatare immediatamente la scomparsa della parallasse: in realtà, il calcolatore effettua puntualmente la correzione della parallasse (che può calcolare dai parametri dell orientamento relativo), con una frequenza di almeno 50 cicli al secondo, agendo su motori passo-passo solidali a una delle due lastre. Anche l orientamento esterno assoluto avviene in modo simile a quello analogico, ma le equazioni, anziché essere risolte meccanicamente, sono risolte analiticamente. 2.8.10 Fotogrammetria digitale. La fotogrammetria tradizionale può dunque essere effettuata in modo analogico o analitico. In sintesi, nella fotogrammetria analogica la restituzione avviene per via ottica, facendo percorrere ai raggi luminosi che hanno impressionato la pellicola il percorso inverso; nella fotogrammetria analitica si determinano matematicamente le coordinate dei punti osservati, partendo da misure effettuate direttamente sui fotogrammi. La rapida evoluzione dei sistemi di calcolo ha permesso la recente affermazione della fotogrammetria digitale, che utilizza i calcolatori elettronici non solo nella fase finale, come nella fotogrammetria analitica, ma anche per il trattamento delle immagini, che vengono memorizzate in forma digitale. Possono comunque essere impiegate anche foto tradizionali, modificandole preliminarmente mediante appa recchiature che trasformano le immagini in segnali digitali (scanner). L adozione di immagini digitali consente di automatizzare molte delle operazioni che nella fotogrammetria analitica devono essere eseguite dall operatore, come la definizione dell orientamento interno ed esterno, o di rendere normali le coppie di fotogrammi. Esistono due possibilità per ottenere immagini digitali: attraverso prese eseguite con fotocamere digitali (nel qual caso si ha direttamente il supporto sul quale effettuare la restituzione) oppure attraverso la digitalizzazione di fotografie tradizionali. In ogni caso l immagine sarà costituita da tante piccole aree elementari, denominate pixel (dall unione delle parole Picture ed Element). Se l immagine è in bianco e nero a ogni pixel sarà associato un numero che rappresenta la tonalità di grigio (passando L03_2_Misura delle distanze.indd 263 L 5/31/18 8:19 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna