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L 264 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... dal valore nullo per il bianco al valore massimo per il nero); se invece l immagine è a colori a ogni pixel saranno associati tre numeri, corrispondenti alle densità dei tre colori fondamentali. L occupazione di memoria di un immagine dipende ovviamente dalla risoluzione, cioè dalla densità dei pixel, che solitamente si misura in d.p.i. (dot per inch 5 punti per pollice) o p.p.i. (pixel per inch). Alla risoluzione di 1.000 d.p.i. (pari a una dimensione dei pixel di 0,025 mm, paragonabile quindi ad una fotografia), sono richiesti 81.993.025 pixel per memorizzare una fotografia delle dimensioni di 23 3 23 cm. Ciò comporta un occupazione di memoria di circa 82 MByte per un immagine in b/n con 256 livelli di grigio e circa 246 MByte per un immagine a colori (con circa 17 milioni di colori). 2.8.11 Triangolazione aerea. Nel processo del rilievo aerofotogrammetrico, la fase che richiede un maggior impiego di tempo è, in genere, quella relativa alla determinazione delle coordinate dei punti di appoggio a terra. Tali punti dovrebbero essere almeno cinque per ogni modello (cioè per ogni coppia di fotogrammi), dei quali quattro disposti in prossimità degli angoli e uno al centro. Per esempio, se un volo è formato da 3 strisciate di l0 fotogrammi ciascuna, da ogni strisciata si potrebbero ricavare nove modelli, per cui il numero totale di punti di appoggio da determinare sarebbe: 5 3 9 3 3 5135, un numero piuttosto considerevole. Per ridurre il numero di punti di appoggio da rilevare a terra, le coordinate di alcuni di essi possono essere ottenute anche attraverso il metodo fotogrammetrico stesso, mediante la triangolazione aerea. Questo nome deriva dall analogia con le operazioni topografiche effettuate a terra mediante la triangolazione. La determinazione delle coordinate dei punti di appoggio mediante la triangolazione aerea può essere effettuata in due modi distinti: con il metodo a modelli indipendenti oppure con il metodo a fasci proiettivi. Quest ultimo metodo è più impegnativo del precedente e richiede l impiego dei restitutori analitici, ma consente di ottenere maggiore precisione. Nel metodo a modelli indipendenti si esegue l orientamento relativo di ciascun modello indipendentemente dagli altri. I modelli vengono poi concatenati tra loro, mediante alcuni punti, detti punti di legame, comuni a due modelli (cioè i punti comuni ai tre fotogrammi che li hanno prodotti), situati nelle zone marginali dei modelli stessi. Alla fine si ottiene in pratica un unico blocco di modelli, di lunghezza e larghezza pari a quella dei modelli concatenati tra loro. Teoricamente sarebbero sufficienti quindi solo i cinque punti di appoggio del primo modello, se esistessero punti di legame comuni a tutti i modelli; in pratica sono indispensabili punti di appoggio pieni , dislocati ai quattro spigoli e lungo il perimetro del blocco di modelli, e alcuni punti altimetrici anche all interno del blocco. Si sta registrando, negli ultimi anni, un progressivo abbandono di questa tecnica, a favore dell applicazione del sistema di posizionamento globale (GPS). Questo sistema consente infatti la determinazione diretta delle coordinate dei punti di appoggio a terra e, al tempo stesso, offre la possibilità di installare i ricevitori GPS direttamente a bordo degli aerei adibiti alle riprese fotogrammetriche. Recentemente molte ditte costruttrici forniscono sistemi da accoppiare alle fotocamere; in questo caso le coordinate dei punti rilevati durante la presa mediante i ricevitori GPS, utilizzati in modalità differenziale con un ricevitore fisso a terra, possono essere usate durante la triangolazione aerea come dati aggiuntivi, adottando sia il metodo a modelli indipendenti che quello a fasci proiettivi. L03_2_Misura delle distanze.indd 264 5/31/18 8:19 AM

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna