3. Sistemi informativi territoriali

SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI L.3 L 265 3. Sistemi informativi territoriali (SIT) 3.1 Aspetti introduttivi. I sistemi informativi territoriali consentono di acquisire, archiviare, integrare, analizzare e rappresentare dati territoriali di varia fonte e natura per il monitoraggio, l analisi e la gestione delle risorse ambientali e territoriali. I primi SIT sono stati sviluppati negli USA negli anni Sessanta e per questo l acronimo GIS, abbreviativo di Geographic Information System, è comunemente usato a livello internazionale per indicare tali sistemi. La crescente utilizzazione dei SIT nel settore privato e nella Pubblica Amministrazione dipende da: 1. offerta di opportunità senza uguali per l archiviazione e l analisi di dati territoriali; 2. aumento della diffusione delle tecnologie informatiche; 3. aumento della produzione e accessibilità di dati territoriali digitali; 4. offerta di software di tipo GIS Open Source anche per utenti non esperti (userfriendly); 5. diffusione di tecnologie di rete e conseguente crescita di servizi Web di visualizzazione ed elaborazione cartografica. 3.2 Il territorio nel database di un SIT. I SIT, a differenza dei normali sistemi informativi, consentono di gestire dati territoriali, ovvero dati che rappresentano fenomeni caratterizzati da una posizione sulla superficie terrestre, un nome/descrizione e un momento/intervallo temporale. La posizione è registrata per mezzo di un sistema di riferimento che può essere basato su coordinate o su identificativi geografici, come etichette o codici, che convenzionalmente identificano in modo univoco una posizione o un area (es. codici delle unità territoriali ISTAT). Un dato territoriale digitale archiviato nel database di un SIT è caratterizzato da due componenti. a. Una componente spaziale: rappresentata da punti, linee, poligoni o celle, a seconda del modello di rappresentazione dei dati, e memorizzata nel database geografico sotto forma di coordinate e topologie. La componente spaziale del dato territoriale esprime la posizione e la forma delle entità geografiche e le relazioni spaziali con le altre entità (es. adiacenza, contenimento, ecc.). b. Una componente descrittiva: comprendente l insieme degli attributi che descrivono le proprietà non spaziali (es. età, specie, colore, altezza, ecc.) delle entità geografiche. I dati territoriali riferiti alla stessa area sono gestiti nel database geografico come un insieme di strati informativi o layers che, per essere sovrapponibili, devono essere georiferiti allo stesso sistema di riferimento. Un layer può essere rappresentato a video o a stampa e può essere analizzato al calcolatore, singolarmente o insieme ad altri layers, per creare nuove informazioni. L 3.3 Modelli di rappresentazione di dati territoriali. La componente spaziale del dato territoriale viene rappresentata al calcolatore in forma codificata e strutturata, per mezzo di un modello di rappresentazione, che può essere di tipo vettoriale o raster (Fig. 3.61). Generalmente, fenomeni che si manifestano sul territorio in modo continuo (es. temperatura, pressione atmosferica, elevazione, pendenza, ecc.) sono rappresentati meglio con il modello di dati raster, mentre quelli che si manifestano come entità discrete (es. strade, edifici, alberi, elettrodotti, ecc.) utilizzano il modello di dati vettoriale. Indipendentemente dal modello utilizzato, quanto più la rappresentazione dell entità territoriale è precisa e accurata, tanto più sono onerosi, a parità di condizioni, lo spazio memoria e il tempo richiesto per l elaborazione. L03_3_Sistemi informativi territoriali.indd 265 5/31/18 8:21 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna