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L 266 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... 3 Mondo reale 600 500 400 300 200 100 FIG. 3.61 Rappresentazione vettoriale e raster di un dato territoriale. 100 200 300 400 500 Modello vettoriale 600 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 1 2 3 4 5 6 7 B S B B B S S B S S S C S B S S B S S 8 9 10 s r s e B B B B Modello raster Nel modello vettoriale le primitive geometriche utilizzate per rappresentare la componente spaziale delle entità territoriali sono punto, linea, poligono. Queste, a loro volta, possono formare strutture più complesse come reti (insiemi di linee con connessioni topologiche), isole (poligoni contenuti da altri poligoni), regioni (insiemi di poligoni con caratteristiche simili gestiti come un unica entità). Il tipo di primitiva geometrica utilizzata per rappresentare la stessa entità geografica può variare in funzione della scala del dato (®Concetto di scala): per esempio, un edificio può essere rappresentato da un punto o da un poligono in funzione del dettaglio richiesto nella rappresentazione. I software di tipo GIS più evoluti consentono di gestire dati vettoriali caratterizzati dalla topologia, ovvero strutturati in modo da memorizzare le relazioni spaziali tra entità territoriali (es. connettività, adiacenza, contenimento, prossimità). Tra i principali vantaggi offerti da una strutturazione topologica dei dati vettoriali, si ricordano un archiviazione più efficiente in termini di occupazione di memoria, maggiore controllo sugli errori, possibilità di modellizzare flussi (es. di inquinanti, di traffico) lungo reti, maggiore efficienza nelle operazioni di overlay cartografico (®Overlay). La generazione di un database vettoriale di tipo topologico è più onerosa per tempo e impegno computazionale e richiede la massima correttezza nelle geometrie (es. chiusura dei poligoni, connessione di linee, ecc.), quale condizione indispensabile per le successive operazioni di analisi. Il modello raster rappresenta le entità territoriali con celle quadrate, organizzate in righe e colonne di una griglia regolare con l origine convenzionalmente stabilita. Le celle sono anche denominate pixel (picture element) e sono caratterizzate da: 1. posizione, individuata da un numero di colonna e di riga o, in un dato raster georiferito, dalle coordinate X e Y; 2. attributo, espressione di un fenomeno territoriale che si manifesta nell area sottesa dalla cella (es. un tipo di suolo, un valore di elevazione); L03_3_Sistemi informativi territoriali.indd 266 5/31/18 8:21 AM z e ti u z p d

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna