SEZIONE L

oa, ni n ao o ti nli ro i, ao ei e n e e- a SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI L 267 3. risoluzione spaziale, cioè lunghezza del lato della cella espressa in unità terreno (es. 10 m); maggiore è la dimensione della cella, tanto minore è la risoluzione spaziale e tanto più grande è il livello di approssimazione con cui viene rappresentato un dato fenomeno territoriale. Fattori da considerare per la scelta della risoluzione spaziale sono: la variabilità spaziale con cui si esprime un fenomeno territoriale, dove fenomeni con un alta variabilità richiedono una cella più piccola; la dimensione delle più piccole entità territoriali che si vogliono rappresentare nel dato raster; l occupazione di spazio disco, in quanto il numero delle celle nel dato raster aumenta in modo più che proporzionale alla riduzione del lato della cella. I dati raster, a seconda del fenomeno territoriale che rappresentano, possono essere strutturati in una o più bande, dove ogni banda è rappresentata da una griglia di celle riferite alla stessa area. Quest ultimo tipo è usato nella maggior parte delle immagini satellitari, dove ogni banda rappresenta i valori rilevati entro un intervallo dello spettro elettromagnetico. Il modello di un dato ha implicazioni sulla qualità e accuratezza della rappresentazione delle entità territoriali, sulle analisi praticabili, sulle prestazioni computazionali e sui requisiti di memoria e di spazio su disco. Nella pratica operativa, un software di tipo GIS è concepito per ottimizzare la gestione e l analisi di dati prevalentemente in uno dei due modelli di rappresentazione, pur essendo dotato di funzionalità per analizzare dati in entrambi i formati e per la conversione dei dati da un modello all altro. Le potenzialità e i limiti dei due modelli di rappresentazione sono elencate, in funzione dell ambito operativo, in Tabella 3.1. TAB. 3.1 Confronto tra modello vettoriale e raster Vettoriale Raster Fedele e accurata. Consente di visualizzare sovrapposizioni tra dati vettoriali e tra dati vettoriali e raster Misure di aree, perimetri e distanze più accurate Limitata, dipendente dalla dimensione della cella e dalla forma dell entità Ambito operativo Visualizzazione e rappresentazione grafica Accuratezza planimetrica Archiviazione dati Analisi topologiche Trattamento immagini da telerilevamento Acquisizione e input dati Analisi Attributi Rappresentazione fenomeno territoriale Struttura di dati compatta, minori requisiti di memoria Supporta analisi topologiche (ricerca percorsi, analisi di flussi) Funzionalità minime (es. visualizzazione) Onerosa, lenta e complessa Richiede uno sforzo computazionale più oneroso Efficiente archiviazione e interrogazione in tabelle Adatto per rappresentare entità territoriali discrete L03_3_Sistemi informativi territoriali.indd 267 L Misure di aree, perimetri e distanze approssimate e dipendenti dalla dimensione della cella Grossi volumi di dati; in funzione della dimensione della cella Relazioni topologiche non esplicite, non supporta analisi di rete Compatibile con tutte le funzionalità per elaborazione di immagini Compatibile con periferiche di input e output quali scanners o stampanti a getto d inchiostro Efficiente aspetto computazionale in analisi e visualizzazioni 3D Tanti layers quanti sono gli attributi Adatto per rappresentare fenomeni continui 5/31/18 8:21 AM

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna