1.2.1 Il Teorema di Bernoulli

I o a e a a e o a, ea a o il a ie ti di a o a e e IDRAULICA FIG. 2.9 Sezione longitudinale e trasversale di una corrente a superficie libera. L 27 FIG. 2.10 Getto in uscita dalla luce, a spigolo vivo, praticata sulla parete verticale di un recipiente. atmosferico. Quando un volume liquido fuoriesce attraverso un foro, chiamato luce, aperto nella parete di un recipiente (Fig. 2.10), la corrente, denominata getto, presenta una superficie laterale tutta a completo contatto con l ambiente atmosferico. La sezione trasversale di una corrente è la superficie che la taglia in ogni punto in modo da essere perpendicolare alla traiettoria passante per quel punto. La sezione trasversale risulta piana nel caso di corrente costituita da filetti rettilinei e paralleli, mentre è curva nel caso di filetti curvilinei. Si definisce portata Q il volume liquido che attraversa la sezione trasversale nell unità di tempo e si esprime in m3/s. Il rapporto tra la portata Q e la sezione trasversale s si chiama velocità media V della corrente nella sezione considerata e rappresenta la velocità di una corrente fittizia, che ha la stessa portata Q della corrente reale, i cui punti della sezione trasversale hanno tutti la stessa velocità, pari proprio a V. Una corrente si dice in moto vario quando le sue caratteristiche (pressione, velocità, sezione trasversale) variano nel tempo. Allorquando le caratteristiche del moto in ogni punto non variano nel tempo, pur essendo diverse da punto a punto della massa liquida in movimento, il moto si dice permanente o stazionario. Quando, infine, la corrente ha valori di velocità che non variano nello spazio (da una sezione trasversale alla successiva) e nel tempo, il moto si dice uniforme. Una corrente a portata Q costante con un area della sezione trasversale s, pure costante, definisce un moto uniforme (V 5 costante). L 1.2.1 Il Teorema di Bernoulli. Per una corrente in moto permanente si definisce carico totale H (m) in un assegnata sezione traversale la quantità: H5z1 in cui il termine L02_1_Idraulica.indd 27 p V2 1 g 2g V2 si chiama altezza cinetica. In altri termini, il carico totale è pari alla 2g 5/31/18 8:05 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna