3.8 Analisi con i SIT

L 276 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... superiore, in funzione dell ordine del polinomio dell equazione di trasformazione. L uso di una coppia di punti omologhi in più, rispetto al minimo richiesto per la trasformazione, consente di calcolare la radice dello scarto quadratico medio (Root Mean Square Error - RMSE). 2. Un equazione per la trasformazione delle coordinate da un sistema di riferimento all altro: consente di mettere in relazione i punti nei due sistemi di riferimento sulla base delle coordinate note dei punti di controllo. I software GIS hanno implementate diverse equazioni di trasformazione, tra le quali si citano: le trasformazioni affini, usate per georiferire dati non deformati e relativi ad aree poco estese; le trasformazioni polinomiali di grado superiore o trasformazioni a foglio di gomma (rubber sheeting), che consentono di correggere dati territoriali con forti distorsioni stirando letteralmente la superficie del dato. Generalmente, maggiore è la distorsione sulla superficie, tanto più alto è il grado del polinomio dell equazione di trasformazione e conseguentemente il numero minimo dei punti omologhi. 3. Un ricampionamento dei pixels (solo nel caso di dati raster), che consente di assegnare i valori alle celle del nuovo raster risultante dalla trasformazione, sulla base dei valori delle celle del raster originale. Esistono tre metodi di ricampionamento: nearest neighbor, usato con dati di tipo qualitativo o quando sussiste l esigenza di mantenere inalterati i valori delle celle del dato originale, bilinear interpolation e cubic convolution, che invece mediano il valore delle celle del raster originale. 4. La valutazione dell accuratezza per determinare la qualità della trasformazione geometrica sulla base del calcolo della radice dello scarto quadratico medio (RMSE). L immissione di un numero più elevato di punti omologhi, rispetto al minimo richiesto dall equazione di trasformazione scelta, consente una stima più accurata dei parametri della trasformazione, data la possibilità di scartare i punti che contribuiscono maggiormente all aumento del RMSE. 3.8 Analisi con i SIT. Le analisi consentono di generare nuove informazioni a partire dai dati territoriali del SIT: la sfida in ambito applicativo è la scelta della corretta funzionalità o combinazione di funzionalità del software che consente di ottenere il risultato voluto. Le analisi possono interessare gli attributi, la componente geometrica del dato territoriale o entrambi. Il tipo di analisi conseguibile è condizionato dal modello dei dati (vettoriale/raster), dall architettura hardware e software del sistema e dall ambito applicativo: infatti, mentre alcune operazioni sono possibili con entrambi i modelli, altre sono esclusive di un modello di dati. In applicazioni in ambito catastale, gestione di reti di infrastrutture e di servizi, monitoraggio delle flotte, pianificazione territoriale e urbanistica, geomarketing e altre simili, le analisi effettuabili sono condizionate dalla struttura vettoriale che è preferita dove, come in questi casi, sono richieste accuratezza nella rappresentazione grafica delle entità territoriali, possibilità di strutturazione topologica dei dati o di interrogazione e gestione di ingenti quantità di attributi delle entità territoriali. L03_3_Sistemi informativi territoriali.indd 276 5/31/18 8:21 AM p id s e tu v tr c e t G o le d s li r e s p m in 1 2 3 s

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna