SEZIONE L

e. r o o a e e a o- el o di a oe r el e). eao ra il i- ), nn oe a le SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI L 277 In applicazioni in ambito idrologico, di telerilevamento, di modellizzazione e rappresentazione della superficie terrestre, di modellistica ambientale, in valutazioni di idoneità territoriale o altre in cui le analisi sono basate soprattutto sull applicazione di statistiche, funzioni e operatori matematici e logici a variabili di uno o più layers (es. elevazione, esposizione, temperatura, ecc.), risulta più adatto lavorare con i dati strutturati secondo il modello raster. Quest ultimo garantisce maggiore efficienza e velocità di calcolo rispetto al modello vettoriale, in quanto i layers vengono trattati dal software come griglie di numeri (attributi delle celle). In fase iniziale, per comprendere meglio i dati territoriali e orientare le analisi successive, può risultare utile applicare tecniche di esplorazione dei dati finalizzate a evidenziare tendenze o raggruppamenti nei valori, o a individuare possibili relazioni tra variabili di layers diversi. Tra queste, molto usate e implementate nei software GIS, sono: le statistiche descrittive (es. media, varianza, deviazione standard, ecc.) e le rappresentazioni grafiche (istogramma, a torta, ecc.), applicabili agli attributi di layers raster o vettoriali, purché di tipo quantitativo; le visualizzazioni cartografiche che consentono di rappresentare a livello territoriale l espressione di un determinato attributo (es. classi altimetriche, n. di capi bovini/ comune, ecc.), grazie a tecniche di classificazione e di sovrapposizione a video tra mappe. La classificazione consente di raggruppare le entità di una mappa (es. poligoni, linee o celle di raster) in classi o categorie sulla base di un attributo qualitativo comune (es. le voci di una legenda) o di intervalli di valori nel caso di attributi quantitativi (es. classi di elevazione). L operazione di classificazione è molto utile nel caso di attributi rappresentati da variabili continue, che altrimenti sarebbero più difficilmente interpretabili a livello grafico sulla base dei valori originali (es. i valori di elevazione delle celle di un raster). I software GIS consentono di scegliere tra diversi metodi di classificazione, per esempio a intervalli uguali o basati su metodi statistici come i quantili, la deviazione standard, ecc. La sovrapposizione a video di mappe, praticabile più facilmente tra dati vettoriali, prevede la vestizione e visualizzazione di layers sovrapposti al fine di esplorare visivamente possibili relazioni spaziali tra fenomeni territoriali distinti o di supportare, con informazioni di contesto, l interpretazione di alcuni fenomeni territoriali. Le analisi possono essere utilizzate, con livelli di complessità crescente, per: 1. rappresentare, descrivere, evidenziare caratteristiche o fenomeni territoriali (es. visualizzazione di diversi layers sovrapposti, selezione di entità che soddisfano specifici criteri) senza necessariamente modificare i dati originali; 2. produrre nuove informazioni, attraverso elaborazioni, a partire da un dato di origine (es. pendenza ed esposizione di versanti derivate da DTM); 3. sviluppare modelli, anche previsionali, di eventi o fenomeni (es. modelli di piena, di propagazione di incendi, di trasformazione dell uso del suolo, di distribuzione di habitat, ecc.). Nella Tabella 3.3 sono riportate le più comuni tra le numerose funzionalità di analisi spaziali offerte dai software GIS. L03_3_Sistemi informativi territoriali.indd 277 L 5/31/18 8:21 AM

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna