3.9.8 Valutazioni territoriali e ambientali

e i a- uil e oe cT ù ae o. ooi, ni o o ti el an e S, on di na e, oa e ti a SISTEMI INFORMATIVI TERRITORIALI L 281 realizzazione del piano. Successivamente, sempre ai fini della redazione, le funzionalità di analisi territoriale del SIT diventano un valido supporto per produrre nuovi dati e indicatori sui quali basare le strategie del piano. Qualora il SIT si appoggi a un architettura di tipo WebGIS, può essere utilizzato anche per migliorare il processo partecipativo e per favorire la divulgazione dei risultati delle analisi e delle previsioni, prima dell approvazione. Tra le applicazioni dei SIT a supporto della gestione e pianificazione del patrimonio forestale, si citano la realizzazione e informatizzazione dei Piani di Gestione e Assestamento Forestale (es. Regione Veneto, Provincia Autonoma di Trento, Progetto Bosco che coinvolge varie Regioni) e la realizzazione di inventari forestali. Ai fini della realizzazione di piani di gestione faunistico-venatoria, il SIT può svolgere diverse funzioni, tra le quali, determinare su base territoriale la capacità faunistica del territorio regionale per specie animali di interesse venatorio e non, e valutare l idoneità del territorio per determinate specie. In campo agricolo i SIT sono stati utilizzati a supporto alla redazione e interpretazione dei Piani di Utilizzazione Agronomica dei liquami zootecnici (PUA/PUAS) e, nel caso dei Consorzi di Bonifica, per la redazione e gestione dei piani di bonifica e delle banche dati di loro competenza. 3.9.8 Valutazioni territoriali e ambientali. Valutazioni di impatto ambientale (VIA), valutazioni ambientali strategiche (VAS) e valutazioni di idoneità territoriale trovano nei SIT un utile supporto, in particolare nelle funzionalità di analisi e di modellizzazione. Alcuni software GIS incorporano specifici moduli di tipo DSS (Decision Support Systems) che implementano metodi multi-criteri e multi-obiettivo. Tuttavia, anche nei software GIS privi di tali funzionalità è comunque possibile, con le normali dotazioni per l analisi, sviluppare procedure per praticare valutazioni di vocazione territoriale (irrigua, colturale, di ricettività allo spandimento di reflui zootecnici, ecc.) o di rischio (valanga, incendi, da inquinamento nitrati, ecc.). L 3.9.9 Monitoraggio territoriale e ambientale. I SIT sono utilizzati per il monitoraggio di fenomeni fisici, biologici e antropici, consentendo di analizzare nel tempo la loro evoluzione o eventuali tendenze. Il monitoraggio dei cambiamenti dell uso del suolo, effettuato periodicamente a livello europeo, nazionale e regionale sulla base di dati rilevati con tecniche di telerilevamento, fornisce informazioni sull entità e localizzazione dei cambiamenti, e costituisce un indispensabile supporto decisionale per politiche in vari settori. Alcuni Enti locali hanno integrato questi monitoraggi con quelli relativi agli elementi del paesaggio agrario come siepi, filari di alberi, muretti a secco, terrazzamenti, ecc. Ugualmente utile è l uso dei SIT per il monitoraggio e la catalogazione degli habitat, con particolare riferimento a quelli di rilevanza comunitaria, consentendo, a partire dalla produzione e/o acquisizione di banche dati su presenza, distribuzione e status degli habitat, di monitorarne lo stato di conservazione qualitativo e quantitativo. Tale tecnologia è molto usata anche per attività di controllo e monitoraggio demografico della fauna selvatica, per il controllo dei loro habitat, per prevedere lo sfruttamento futuro del territorio e delle risorse. Un esempio in tale ambito senso è costituito dalle banche dati territoriali del progetto MITO2000 (Monitoraggio ITaliano Ornitologico delle specie di avifauna comuni e scarse in Italia). L03_3_Sistemi informativi territoriali.indd 281 5/31/18 8:21 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna