SEZIONE L

e a ae, aae a ae, io a o- Prato secco 60 Suolo bruno franco-sabbioso 50 40 Prato 30 20 Conifere 10 NIR 3,000 1,300 0,750 0,620 Acqua Rosso 0 0,446 Blu 0,500 Verde 0,57 o a ei, o 70 0,302 za L 285 80 Riflettanza % a r ao e TELERILEVAMENTO SWIR Lunghezza d onda (mm) FIG. 3.64 Curve di riflettanza di diverse superfici. Per poter riconoscere le superfici con il telerilevamento è indispensabile che abbiano diverse firme spettrali (Fig. 3.64) e che si disponga di strumenti in grado di rilevare la loro risposta spettrale nelle bande dello spettro dove queste si differenziano maggiormente. Esistono vere e proprie raccolte di firme spettrali rilevate in condizioni di laboratorio per diversi corpi e superfici, di cui accessibili on line sono: ASTER Spectral Library; USGS Spectral Library; SPECCHIO Spectral Library. La curva di riflettanza della vegetazione presenta alcuni caratteri distintivi, pur essendo soggetta a variazioni dipendenti da fattori quali la specie, la quantità di biomassa, il contenuto in umidità della pianta, lo stato fitopatologico, lo stadio fenologico. Questi sono riconducibili all assorbimento dell energia EM nelle bande del blu e del rosso, a causa dei pigmenti fogliari, con una leggera crescita della riflettanza nella banda del verde; nell intervallo spettrale dell infrarosso vicino (0,75-1,3 mm) le piante hanno un alta riflettività che dipende dalla struttura interna delle foglie. Nell intervallo spettrale 1,3-2,5 mm, la riflettanza si abbassa a causa dell assorbimento di energia EM per la presenza di acqua e di materiali come cellulosa e lignina nei tessuti della foglia. Tale fenomeno trova applicazione per rilevare stress da carenze idriche. La risposta della vegetazione nell infrarosso a onda media (3-7 mm) è particolarmente importante per la differenziazione tra diverse specie e per rilevare lo stato fitopatologico delle colture. Tuttavia, la densità delle piante e il tipo di suolo adiacente o sottostante possono influire sulla risposta spettrale rilevata dal sensore. L03_4_Telerilevamento.indd 285 L 5/31/18 8:23 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna