4.3 Risoluzione di immagini

il ua ei e o- ee el ns t). oa TELERILEVAMENTO L 287 Nei sensori pancromatici il rilevamento avviene in un unica banda pancromatica (0,5 m-0,9 mm), comprendente la regione del visibile e, a volte, parte dell infrarosso vicino; nei sensori multispettrali l energia EM viene rilevata, per la stessa scena, contemporaneamente in più bande dello spettro EM e pertanto vengono generate tante immagini quante sono le bande utilizzate per il rilevamento. I sensori elettro-ottici il più delle volte sono montati su piattaforme satellitari orbitanti che trasmettono i dati alle stazioni di ricezione a terra, dove sono sottoposti a elaborazioni per effettuare correzioni preliminari, per preparare immagini di taglio e formato utilizzabili dagli utenti e dove, infine, vengono archiviati. 4.3 Risoluzione di immagini. Capacità di un sensore di distinguere o risolvere oggetti fisicamente vicini o spettralmente simili ad altri oggetti adiacenti: alta risoluzione indica una buona capacità di discriminazione contrapposta a bassa risoluzione. La risoluzione spaziale o risoluzione geometrica è la distanza minima alla quale un sensore riesce a distinguere due punti adiacenti sul terreno ed esprime la capacità del sistema di rilevare i particolari di una scena. Nei sensori elettro-ottici la risoluzione spaziale varia a seconda del sensore (Tab. 3.4) ed è espressa dal lato della cella di risoluzione (pixel dell immagine), cosicché due oggetti che ricadono all interno di questa non risultano distinguibili. Nella fotografia aerea, la risoluzione spaziale si esprime in numero di coppie di linee2 per mm, che possono essere viste come separate su un immagine e può variare tra 40 e 800 l/mm. La risoluzione spaziale in una foto aerea è espressa dal rapporto tra il denominatore della scala della foto e il potere risolvente: la risoluzione di un immagine a scala 1:50.000 ripresa con un sistema avente potere risolvente di 40 linee/mm è pari a 1,25 m (50.000/40 5 1250 mm). La risoluzione spettrale è la capacità di un sensore di distinguere piccoli intervalli di lunghezze d onda. La risoluzione spettrale è tanto più grande quanto più piccolo è l intervallo di lunghezza d onda per una specifica banda o canale. L utilità di un sensore va valutata non solo in termini di risoluzione spettrale, ma anche di numero e di posizione delle bande di rilevamento rispetto al comportamento spettrale dell oggetto rilevato: maggiore è il numero delle bande, migliore sarà la caratterizzazione della risposta spettrale dell oggetto. La risoluzione radiometrica è la capacità del sensore di rilevare la minima differenza d intensità nella radiazione EM emessa o riflessa. Nel caso di immagini di sensori elettro-ottici, il segnale viene quantizzato in una scala di 2N livelli, che determina l intervallo di valori dei DN dei pixels dell immagine. Ogni livello è identificato da una combinazione univoca di N bit (valore 0 o 1): per esempio un immagine codificata a 8 bit corrisponde a 28 5 256 livelli di quantizzazione con una scala di valori di DN da 0 a 255. Con il crescere del numero dei bit utilizzati per codificare il dato, si ha una rappresentazione più accurata dei valori di radianza, in quanto aumenta l intervallo dei valori disponibili per rappresentare il dato. La risoluzione temporale è l intervallo di tempo intercorrente tra due osservazioni della stessa area da parte dello stesso sensore ed è un indicazione della frequenza con cui avviene il rilevamento dei dati. I satelliti orbitanti passano sulla stessa area a intervalli regolari che variano a seconda del satellite (Tab. 3.4). 2 L Una coppia di linee è costituita da una linea bianca e uno spazio nero di uguale spessore. L03_4_Telerilevamento.indd 287 5/31/18 8:23 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna