4.4 Caratteristiche geometriche di immagini da

delle bande. TELERILEVAMENTO L 289 4.4 Caratteristiche geometriche di immagini da telerilevamento. Tutte le immagini acquisite con tecniche di telerilevamento sono affette, in diversa misura, da distorsioni nella dimensione, forma e posizione degli oggetti. Tali distorsioni possono dipendere da rilievi del terreno, dall ottica del sensore, dalla curvatura e rotazione terrestre, dal movimento della piattaforma e del sistema di scansione, dall altezza e velocità della piattaforma. In riprese nadirali, la distorsione prospettica, si manifesta soprattutto nelle foto aeree, ma è presente, in minor misura, anche nelle immagini satellitari ed è aumentata in presenza di rilievi. Nel caso di foto aeree geometricamente non corrette, soprattutto se riprese con camere grandangolari, in alcuni casi può essere consigliabile utilizzare solo la parte centrale del fotogramma. Le distorsioni causate dal movimento della piattaforma sono più evidenti in rilievi aerei rispetto alle immagini satellitari, mentre in queste ultime il movimento di rotazione della terra durante la ripresa causa una distorsione risultante in un immagine sbieca (skewed). Sebbene le distorsioni geometriche siano sempre presenti in immagini prodotte con tecniche da telerilevamento, è quasi sempre possibile rimuoverle o ridurle rispettivamente con operazioni di ortorettifica o di georeferenziazione. Sulle immagini satellitari, queste correzioni di precisione sono sempre precedute da correzioni sistematiche delle distorsioni geometriche dovute agli effetti del sistema sensore-piattaforma-terra, e vengono normalmente applicate alle immagini presso le stazioni riceventi, prima della loro distribuzione agli utenti. 4.4.1 Ortoimmagini. Sono immagini caratterizzate dalle proprietà di una proiezione ortogonale, alle quali è stato applicato un raddrizzamento semplice o differenziale, in modo da rimuovere tutte le distorsioni geometriche derivanti dalla geometria di ripresa e dal rilievo. L immagine finale, di solito in forma digitale, è inquadrata in un sistema di riferimento con caratteristiche note, riporta gli elementi in una posizione planimetricamente corretta ed è caratterizzata da una scala costante. Per effettuare l ortocorrezione di un immagine digitale è indispensabile disporre di software dotato delle funzionalità specifiche, di un modello digitale del terreno e, nel caso di immagini satellitari, di un modello del sensore, ottenibile dal produttore del dato, per ricostruire la geometria di ripresa. In alternativa, la maggior parte dei rivenditori, fornisce immagini già ortoraddrizzate o un servizio di ortoraddrizzamento su richiesta. Negli ultimi anni, si è riscontrata una crescente diffusione di ortofoto digitali e ortoimmagini satellitari grazie ai numerosi vantaggi che offrono: u tilizzo immediato nella banca-dati di un SIT quale base di appoggio per cartografie vettoriali; p roduzione di informazioni di tipo metrico; f acile mosaicatura di più immagini adiacenti. Le ortoimmagini satellitari sono più costose rispetto alle immagini con correzioni di base e sono più adatte per essere analizzate con fotointerpretazione, piuttosto che con elaborazioni al calcolatore, dato che il processo di ortocorrezione altera i DN originali dei pixel. L 4.5 Fotografia aerea. Rimane ancora oggi una delle fonti di immagini da telerilevamento più utilizzate, in quanto presenta numerosi vantaggi, tra i quali la buona risoluzione geometrica, la semplicità e l immediatezza d uso, l ampia copertura temporale a partire da date storiche (anni 50 del secolo scorso) fino ai giorni nostri. Attualmente, le foto aeree più usate sono le ortoimmagini digitali. La maggior parte delle fotografie aeree pubbliche, è acquisita con camere fotogrammetriche mediante voli finalizzati alla produzione cartografica (®Fotogrammetria 2.8 e Cartografia 1.7). L03_4_Telerilevamento.indd 289 5/31/18 8:23 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna