1.2.2 L’equazione di continuità per una corrente

I a. o e - a ri e, e nio a e. e mi a e e IDRAULICA L 29 e quindi alla seguente espressione della velocità media V2: V2 5 2 g caz1 1 p1 b 2 z2 d 5 "2 g d g avendo indicato con d il dislivello piezometrico esistente tra le due sezioni 1 e 2. La velocità media nella sezione di sbocco consente di calcolare la portata Q: Q 5 s2 "2 g d avendo indicato con s2 l area della sezione trasversale 2. 1.2.2 L equazione di continuità per una corrente. Per un liquido incomprimibile, l applicazione del principio di conservazione della massa a un tronco di corrente delimitato da due sezioni trasversali 1 e 2 (alla differenza tra la massa di liquido entrante attraverso la sezione trasversale 1 e quella uscente dal tronco attraverso la sezione 2 deve corrispondere una variazione di massa racchiusa nel tronco considerato) conduce all equazione di continuità che, nell ulteriore ipotesi di moto permanente, si scrive: s1 V1 5 s2 V2 L equazione di continuità, nel caso di liquido incomprimibile e in moto permanente, traduce la circostanza fisica che la portata Q si mantiene costante. 1.2.3 Il venturimetro. Consideriamo una corrente in moto in una tubazione dapprima cilindrica di diametro D (tratto 1-2), poi convergente, quindi cilindrica di diametro d (tratto 3-4), poi divergente e poi ancora cilindrica di diametro D (tratto 5-6) (Fig. 2.12). Questo dispositivo, denominato venturimetro, consente di misurare la portata Q sulla base di una semplice lettura mediante un manometro differenziale. Nell ipotesi di liquido perfetto (H 5 costante) la linea dei carichi totali è orizzontale e la piezometrica è a essa parallela nei tratti 1-2, 3-4 e 5-6 in cui la tubazione è cilindrica e quindi il moto è uniforme (poiché Q 5 costante e la sezione s è costante, la velocità media Q V5 risulta costante). s Nel tratto convergente 2-3 la sezione diminuisce nel verso del moto e pertanto la corrente è accelerata determinando valori sempre più elevati dell altezza cinetica; nel tratto 2-3 la piezometrica si allontana dalla linea dei carichi totali ed è rappresentata da una curva FIG. 2.12 Schema di venturimetro. L02_1_Idraulica.indd 29 L 5/31/18 8:05 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna