1.3 Le correnti

I e si a é o p- ia li e el n a ei el e e IDRAULICA L 31 che è l equazione del moto per un liquido reale in moto permanente. La dissipazione energetica produce, pertanto, una perdita di carico, denominata continua, che ha origine dalla continua presenza delle pareti a cui il liquido aderisce. Nel caso di un tronco di corrente di lunghezza L, delimitato da due sezioni m (monte) e v (valle), l equazione del moto si scrive: Hm 5 Hv 1 J L Il prodotto Y 5 J L è denominato caduta e rappresenta l effettiva dissipazione energetica in un tronco di tubazione di lunghezza L. Ogni volta che il vettore velocità media della corrente subisce una brusca variazione (di modulo o di direzione), insorgono ulteriori dissipazioni energetiche imputabili al lavoro resistente per agitazione turbolenta della corrente. Tenendo in conto queste perdite di carico L, denominate localizzate, l equazione del moto permanente di una corrente di liquido reale assume la seguente espressione: Hm 5 Hv 1 J L 1 L 1.3 Le correnti 1.3.1 Correnti in pressione. Lo studio del moto uniforme di una corrente in pressione ha la finalità di individuare la relazione tra la cadente J e tutte le altre grandezze da cui essa può dipendere (legge di resistenza): 1. grandezze che esprimono la geometria macroscopica (forma e dimensioni della se- zione trasversale) e microscopica (natura della superficie interna della tubazione a contatto con il liquido descritta dalla scabrezza assoluta); 2. grandezze cinematiche (portata o velocità media della corrente); 3. grandezze fisiche caratteristiche del liquido (densità e viscosità). La determinazione della legge di resistenza è inoltre condotta in maniera differente in relazione al regime di moto della corrente (laminare, turbolento). Regimi di moto. Per valori contenuti della velocità del liquido, le particelle che passa- L no per un medesimo punto percorrono la stessa traiettoria senza subire alcun mescolamento con il fluido circostante. Il moto nella tubazione avviene per filetti paralleli che non si mescolano (non ci sono componenti della velocità normali alla direzione dei filetti) e si dice che il regime di moto è regolare o laminare. A valori più elevati della velocità al moto di trasporto, che determina l avanzamento della massa liquida, si sovrappone un moto di agitazione turbolenta. Il suddetto moto di agitazione procura esclusivamente un oscillazione dei valori di velocità attorno a quelli medi propri del trasporto; pertanto, se esso potesse sussistere da solo, non darebbe luogo a portata. Questo regime della corrente si dice turbolento. Per individuare il regime di moto della corrente si utilizza il numero di Reynolds Re: rV D Re 5 m in cui r è la densità del liquido, m è la sua viscosità, V è la velocità media e D è il diametro della tubazione. Per valori del numero di Reynolds minori di 2.000-2.500 risulta stabile il moto laminare, mentre per valori superiori al suddetto limite di Re risulta stabile il moto turbolento. L02_1_Idraulica.indd 31 5/31/18 8:05 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna