SEZIONE L

I eti il ni e e na o; aa a r e e ti o ita e o o na; IDRAULICA L 47 in altri termini le tre linee caratteristiche (fondo, pelo libero, linea dei carichi totali) non sono parallele. La linea dei carichi totali sarà sempre discendente nel verso del moto, dato che la quota di un suo generico punto, rispetto a un prefissato piano di riferimento orizzontale, rappresenta l energia meccanica totale dell unità di peso di liquido; la suddetta energia deve, ovviamente, sempre diminuire nel senso del moto. In condizioni di moto uniforme la velocità media della corrente, oltre a essere invariabile nel tempo, risulta la stessa in tutte le sezioni trasversali (non dipende dall ascissa curvilinea) e pertanto la linea dei carichi totali è parallela alla superficie libera (J 5 l). La condizione di velocità costante assieme a quella di moto permanente (portata costante) conduce alla conclusione che la sezione idrica risulta costante e pertanto, in un alveo cilindrico, il tirante idrico è il medesimo in tutte le sezioni. In altri termini, in condizioni di moto uniforme, la linea di fondo, la piezometrica e la linea dei carichi totali risultano parallele, cioè i 5 J 5 l. Moto uniforme nei canali. In condizioni di moto uniforme, la legge di resistenza è espressa dall equazione di Chezy: V 5 x "R i in cui V è la velocità media in condizioni di moto uniforme (m/s), x è il coefficiente di Chezy (m1/2/s), R è il raggio idraulico (m), pari al rapporto tra la sezione idrica s (m2) e il suo contorno bagnato C (m) e i è la pendenza del fondo alveo. Vale la pena sottolineare che la sezione idrica e il contorno bagnato, e conseguentemente il raggio idraulico, sono funzioni del tirante idrico h. La scelta della formula per il calcolo del coefficiente x ha un importanza marginale rispetto alla possibilità di scegliere un valore adeguato dell indice di scabrezza che vi figura. In altri termini, le formule per il calcolo del coefficiente di Chezy sono sostanzialmente equivalenti nella loro deduzione empirica e la scelta di una delle espressioni dipende solo dalla disponibilità (Tabelle 2.3 e 2.4) del valore da TAB. 2.3 Valori degli indici di scabrezza g di Bazin e m di Kutter Bazin g (m1/2) Kutter m (m1/2) Pareti di cemento perfettamente lisciato. Pareti di legno piallato. Pareti metalliche, senza risalti nei giunti 0,06 0,12 Stessi materiali ma in presenza di curve 0,10 0,18 Pareti di cemento non perfettamente lisciato. Muratura di mattoni molto regolare. Pareti metalliche con chiodatura ordinaria 0,16 0,20 0,25 Pareti di cemento in non perfette condizioni. Muratura ordinaria più o meno accurata. Pareti di legno grezzo eventualmente con fessure 0,23 0,36 0,35 0,55 Pareti di cemento solo in parte intonacate. Muratura irregolare o di pietrame. Terra regolarissima senza vegetazione 0,46 0,55 0,75 Terra abbastanza regolare. Muratura vecchia, in condizioni non buone, con depositi di limo al fondo 0,60 0,85 0,75 1,25 Terra con erba sul fondo. Corsi d acqua naturali regolari 1,30 1,50 Terra in cattive condizioni. Corsi d acqua naturali con ciottoli e ghiaia 1,75 2,00 2,00 2,30 3,00 Tipo di canale Canali in abbandono con grande vegetazione. Corsi d acqua con alveo in ghiaia e movimento di materiale sul fondo, oppure scavati in roccia con sporgenze L02_1_Idraulica.indd 47 L 5/31/18 8:05 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna