SEZIONE L

L 54 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - IDRAULICA, IDROLOGIA E SISTEMAZIONI Se, invece, la perturbazione è animata da una celerità relativa 2c, allora la celerità assoluta a risulta pari Vo 2 c; si distinguono tre casi: se Vo , c e quindi a , 0, la perturbazione si propaga da valle verso monte; se Vo 5 c e quindi a 5 0, la perturbazione si arresta in quella sezione in cui si verifica la condizione a 5 0; se Vo . c e quindi a . 0, la perturbazione non riesce a risalire la corrente e anzi si propaga verso valle trascinata dalla corrente stessa che è animata da una velocità maggiore. Per fissata portata, in condizioni di moto uniforme l equazione di Chezy stabilisce che a ogni valore della pendenza i corrisponde un valore della velocità di moto uniforme Vo. Fissati forma e scabrezza della sezione e la portata, si definisce pendenza critica ic quel valore della pendenza per il quale la velocità di moto uniforme è pari alla celerità c. Dalla uguaglianza Vo 5 c si deduce: g ho ic 5 x 2 R La pendenza critica, pertanto, dipende dalla portata, perché da essa dipendono il raggio idraulico, il coefficiente di Chezy e l altezza idrica media di moto uniforme, e in particolare ic diminuisce al crescere di Q. Un alveo che ha una pendenza i , ic si dice a debole pendenza, mentre se è i . ic l alveo è denominato a forte pendenza e, infine, se risulta i 5 ic l alveo si dice a pendenza critica. In un alveo a debole pendenza (i , ic), la corrente di moto uniforme è lenta (la velocità media della corrente di moto uniforme Vo è minore della celerità c) e quindi il tirante idrico di moto uniforme ho è maggiore dell altezza critica k. In un alveo a forte pendenza (i . ic) la corrente di moto uniforme è veloce (Vo . c) e quindi il tirante idrico di moto uniforme ho è minore dell altezza critica k. Moto permanente. Consideriamo una corrente lineare, a portata costante, in moto permanente in un alveo cilindrico avente un valore contenuto della pendenza i (alveo poco pendente). La Figura 2.35 mostra un tronco infinitesimo di lunghezza ds, avendo indicato con s l ascissa curvilinea misurata, a partire da un origine arbitraria, in direzione orizzontale e con verso positivo coincidente con quello del moto. Dalla Figura 2.35 con elementari considerazioni geometriche si ottiene la seguente equazione: i ds 1 e 5 e 1 de ds 1 l ds ds e quindi, con semplici passaggi, si ha: de 5i2l ds Poiché il carico totale varia con la coordinata s in dipendenza della variazione del tirante idrico h con l ascissa curvilinea, si ha: de dh de 5 a b ds ds dh L02_1_Idraulica.indd 54 5/31/18 8:05 AM F m c a d p h g d te a s c d s e q h c ti a te s fi p d d e

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna