SEZIONE L

I IDRAULICA L 55 à a si à e ia ri il e si e, a o è o e o o o o5 el FIG. 2.35 Tronco di corrente in moto permanente. che, sostituita nella relazione precedente, fornisce: dh i2l N 5 5 ds de D dh avendo indicato con N il numeratore e con D il denominatore del rapporto a secondo membro. Quest ultima equazione è denominata equazione differenziale del moto permanente non uniforme di una corrente a pelo libero. Il suo integrale generale h 5 h (s) definisce l andamento del profilo di corrente ed è denominato profilo di rigurgito. Nonostante siano stati proposti numerosi metodi per il tracciamento dei profili di rigurgito, il procedimento più applicato rimane il metodo alle differenze finite. In termini finiti l equazione differenziale può essere riscritta nella seguente forma: ej11 2 ej Ds 5 i 2 lm avendo indicato con ej il carico totale nella sezione di coordinata sj, con ej11 quello nella sezione di coordinata sj11, distante Ds da quella di coordinata sj (Ds 5 sj11 2 sj), e con gm la cadente della linea dei carichi totali corrispondente al tirante idrico medio hm pari alla media delle due altezze d acqua hj e hj11 che si verificano nelle sezioni trasversali di coordinata sj e sj11. Se è noto un punto del profilo di coordinate (sj, hj), si può calcolare il carico totale ej 5 hj 1 Q2/ 1 2 g s2j 2 , in cui sj è la sezione idrica corrispondente al tirante hj: si fissa quindi un tirante idrico hj11 e si calcola il corrispondente carico ej11. Noti i due tiranti hj e hj11, si può determinare il tirante medio hm 5 1 hj 1 hj11 2 /2 e quindi la corrispondente cadente della linea dei carichi totali lm 5 Q 2/xm2 Rm sm2 , in cui xm, Rm e sm sono, rispettivamente, il coefficiente di Chezy, il raggio idraulico e la sezione idrica corrispondenti al tirante idrico medio hm. Con queste informazioni l equazione differenziale, riscritta in termini finiti, può essere risolta rispetto all unica incognita che è la coordinata sj11 della sezione in cui si realizza il prefissato tirante idrico hj11. L andamento qualitativo dei profili di rigurgito è deducibile, nelle condizioni idrauliche corrispondenti all alveo a debole pendenza, a forte pendenza e a pendenza critica, dalla discussione diretta dell equazione differenziale del moto permanente non uniforme delle correnti a superficie libera. La suddetta discussione può essere sviluppata in maniera agevole ammettendo le proposizioni esposte di seguito. L02_1_Idraulica.indd 55 L 5/31/18 8:05 AM

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna